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Trento
25 giugno | 11:54

"Completamente vestite in piscina: è inaccettabile". Ma non c'è nessuna irregolarità, l'Asis: "E' un burkini, nessun 'caso' igienico"

Dopo un post pubblicato sui social Asis ha fatto delle verifiche: "Nessuna violazione e nessun 'caso' igienico. Stiamo parlando di un burkini, un costume da bagno integrale. Magari non siamo abituati culturalmente a vederli così nei nostri impianti"

TRENTO. Tutto è partito da un post e in poco tempo il contenuto è stato fatto girare sui social. Alla piscina di Gardolo, nella giornata di martedì, un cittadino, ha segnalato la presenza in vasca di “due cittadine completamente vestite, con abiti lunghi”, sollevando dubbi sul regolamento e anche sulle regole igieniche dell’impianto.

 

Questo il post: “Ieri due cittadine in vasca interamente vestite, con abiti lunghi. Mi chiedo se il regolamento di accesso alla piscina lo ammette, oppure obbliga ad indossare regolare costume da bagno. Diversamente, se ognuno può fare ciò che vuole, allora smettiamo tutti di indossare la cuffia laddove obbligatoria. Oppure, se uno è libero di entrare in vasca vestito, allora vale la libertà opposta di non avere addosso alcun indumento. Asis Trento per conto mio è inaccettabile anzitutto sul piano igienico, perché l'abbigliamento può essere non pulito”. 

 

Si tratta di una vicenda che facilmente può provocare polemiche e allo stesso tempo anche la preoccupazione dei cittadini visto che si parla di “piano igienico”. A chiarire quello che è successo è Martino Orler, presidente della società Asis che gestisce le piscine cittadine e che, contattato dal quotidiano Il Dolomiti, ha spiegato di essere già a conoscenza di quello che è successo.

 

“Abbiamo notato il post sui social e abbiamo portato avanti delle verifiche. Quello che indossavano le due donne si chiama burkini e magari non siamo abituati culturalmente a vederli così nei nostri impianti” ha spiegato il presidente Orler. 

 

Nessuna violazione, quindi, e nessun “caso” igienico. Stiamo parlando di un costume da bagno integrale usato dalle donne musulmane e previsto dal regolamento delle strutture. “Fra l'altro – spiega sempre Orler – sono stati fatti anche dei corsi ad hoc proprio sul burkini per i bagnini anche per gestire situazioni particolari, è un costume intero e deve essere di materiale idoneo come tutti gli altri costumi. E' un passaggio culturale che arriverà da sé”. 

 

La piscina di Gardolo, gestita da Asis Trento, consente l’utilizzo del burkini, nel rispetto delle regole di accesso e della sicurezza di tutti gli utenti.  Tra il lido di Gardolo aperto da un mese e il lido Manazzon, aperto la scorsa settimana, sono più di 25 mila gli accessi. “Se gli utenti notano qualcosa di anomalo – conclude il presidente di Asis – o hanno bisogno di qualche informazione, possono chiederlo in tempo reale agli assistenti bagnanti che sono presenti sul posto”.

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