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Bolzano
22 luglio | 11:34

Piscina aperta alle donne islamiche in orario serale, dopo la chiusura al pubblico. E' subito scontro politico

Accade in Alto Adige e la lega locale protesta: "Non possiamo accettare che, nel cuore della Provincia, si faccia passare come progresso un modello che richiama la separazione tra uomini e donne"

SALORNO. Un'ora di nuoto a cancelli chiusi, riservata soltanto alle donne e pensata per permettere anche alle concittadine di fede islamica di immergersi in vasca indossando il burkini.

 

Da lunedì prossimo il Lido di Salorno, in provincia di Bolzano,  aprirà le proprie porte ogni settimana, dalle 18.30 alle 19.30,  grazie a un'iniziativa promossa in collaborazione con l'associazione interculturale Armonia.

 

Una scelta di gestione che ha immediatamente trasformato la struttura comunale in un terreno di scontro politico e culturale, dividendo chi vi legge una naturale apertura all'integrazione e chi la bolla come una deriva discriminatoria.

 

Come sottolineato dal sindaco del paese, Roland Lazzeri, il gestore può fare ciò che preferisce e che ritiene giusto. Il concetto è semplice: come viene messa a disposizione la struttura per eventi, partite di beach volley, tornei, così verrà a messa a disposizione per le donne islamiche.

 

Il lunedì, dopo la chiusura al pubblico delle 18.30 le donne islamiche potranno accedere al lido per un'ora aggiuntiva, ovviamente previo pagamento del biglietto, alla presenza di bagnino dedicato e con a disposizione gli spogliatoi.

 

Dall'associazione Armonia è arrivata una nota di forte soddisfazione sui canali social per quella che viene definita "un'opportunità per promuovere benessere, sport e inclusione, nel rispetto delle esigenze di tutte".

Sull'iniziativa si è però scagliata la Lega con una durissima presa di posizione, accusando il Centro Armonia e l'Amministrazione comunale di avvallare una pericolosa retromarcia sui diritti e sull'uguaglianza di genere.

 

"Separare uomini e donne negli spazi pubblici non significa integrare, ma introdurre una logica di divisione che pensavamo appartenesse al passato - attacca il Carroccio, rifiutando la narrazione dell'inclusione progressista - Non possiamo accettare che, nel cuore dell'Alto Adige, si faccia passare come progresso un modello che richiama la separazione tra uomini e donne. Questa non è la Salorno che vogliamo, non è la Bolzano che vogliamo, non è l’Alto Adige che vogliamo. Le pari opportunità si costruiscono facendo convivere le persone, non dividendo uomini e donne in base al sesso. Chi parla di inclusione dovrebbe promuovere occasioni di incontro e condivisione, non creare spazi separati che rischiano di legittimare modelli culturali incompatibili con il principio di uguaglianza".

 

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