"Vietato portare le donne": il manifesto shock della comunità islamica che scuote Merano
"Chiudete quella Moschea", chiede ora l'europarlamentare

MERANO. “Vietato portare le donne”.
Una scritta, apparsa su un manifesto dall'Associazione Pace Merano e che ha scatenato la polemica di molti cittadini e le ire della politica.
“È l’ennesima dimostrazione che agli islamici non si può concedere nemmeno un centimetro in assenza di regole chiare e della sottoscrizione di un’Intesa con lo Stato, come previsto dalla Costituzione”, tuona infatti l'europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint, invitando il Comune di Merano e l'Alto Adige a chiudere la Moschea che si trova nella città sul Passirio.
Ad accendere la fiamma del dibattito, un manifesto dell'Associazione, regolarmente iscritta negli elenchi comunali, distributo in occasione della festa di Eid al Fitr, la celebrazione che segna la fine del Ramadan.
L'avviso, scritto in italiano e rivolto ai fedeli per le preghiere collettive in via Otto Huber, dove la comunità islamica ha il proprio luogo di culto, recita testualmente: “Vietato portare le donne, obbligatorio seguire le norme e regole”.
L'indicazione riguardava i tre turni di preghiera in congregazione, definiti Jammat, previsti tra le sette e le nove del mattino, un momento dal valore spirituale molto profondo per la fede musulmana.
A spiegare le motivazioni dietro l'annuncio è intervenuto Safawan Salon, uno dei referenti dell'Associazione Pace Merano, il quale ha ricondotto la scelta a una pura questione logistica.
“Non possiamo invitare le donne a pregare insieme a noi perché non ci sono sufficienti spazi. E non abbiamo avuto tempo per trovare un luogo adeguato al numero di fedeli”, ha dichiarato Salon.
Nel corso culto, la tradizione prevede la separazione tra uomini e donne cosa che non è possibile viste le dimensioni della struttura.
Le spiegazioni fornite dall'associazione non in alcun modo placato le critiche.
“Sottomessa, oggettificata, subalterna: questa è della donna per i frequentatori della moschea dell'associazione Pace di Merano e di troppe altre in tutta Italia – ha dichiarato la leghista Cisint in una nota - Ogni giorno, anche nel nostro Paese, l’Islam mostra un volto incompatibile con il nostro ordinamento, la nostra cultura e i nostri valori”.
“Quella moschea avrebbe dovuto essere chiusa e sigillata già oltre dieci anni fa, dopo l’arresto di quattro presunti jihadisti – dichiara ancora l'europarlamentare - invece continua a diffondere pratiche e valori incompatibili con le nostre leggi. In Italia non c’è più spazio per pratiche liberticide e arretrate come quelle promosse dall’Islam più radicale, proprio come in quel centro islamico”.












