Contenuto sponsorizzato
Trento
27 luglio | 06:00

Contratto in scadenza e De Laurentiis fa il solito gioco e attacca: "La val di Sole non ci ama" Ma il ritiro non fa il tutto esaurito: "Trattativa in corso e vedremo le aspettative"

Questo è l'ultimo ritiro dell'accordo triennale in scadenza e l'aria delle trattative rende il patron del Napoli particolarmente pungente. Ma De Laurentiis non è nuovo, anche in Trentino, a show duri. Il Trentino? Intanto getta acqua sul fuoco

TRENTO. Dieci anni dopo, più o meno, ci risiamo. Dal "Dallapiccola? Da manicomio. Con me non farebbe nemmeno l'usciere" a "Non siamo molto amati qui in Val di Sole. Noi siamo il Napoli, possiamo anche farne a meno" (Qui articolo), l'interprete dello show è sempre Aurelio De Laurentiis. Il patron azzurro non è nuovo alla dialettica, per così dire, pungente. E i toni tendenzialmente si alzano in occasione delle trattative, probabilmente di quelle che non procedono subito sui canali sperati.

 

Non è un mistero che l'estate 2026 coincide con la chiusura dell'ultimo accordo triennale e che siano già stati avviati i confronti per rinnovare un matrimonio più che decennale. Il sospetto è che per il momento ci siano un po' di distanza tra le aspettative economiche. Il tempo dirà. Il Trentino? Un po' è spiazzato ma getta acqua sul fuoco, più attento a non compromettere i rapporti e continuare a intessere le trattative. Intanto, per ora, resta una brutta figura per il Trentino bacchettato pubblicamente, con la "sfuriata" di De Laurentiis balzata a livello nazionale, così come un ritiro apparso un po' sottotono rispetto alle precedenti edizioni.

 

"Non risultano problemi. I rapporti con noi, con Trentino Marketing e con il Comune sono ottimi", dice Luciano Rizzi, presidente dell'Azienda per il turismo val di Sole. "Non saprei a cosa si riferisse perché le condizioni non sono variate e non si è parlato di budget. A ogni modo non cambia nulla. Il territorio è soddisfatto e quella del Napoli è sempre una presenza positiva".

 

Gli ultimi dati ufficiali evidenziano un incremento a salire dell'investimento firmato Trentino per ospitare ritiro del Napoli. Si è passati da 452 mila euro nel 2015 a 726 mila euro nel 2020. Già in quel periodo gli azzurri erano per distacco la squadra più "sovvenzionata" del lotto: Roma e Fiorentina, per esempio, si fermavano a 150 mila euro circaNegli ultimi 6 anni ci sarà probabilmente stato qualche ritocco (Qui articolo). Se per Juventus, Milan e Inter all'epoca che fu si poteva ipotizzare un costo da circa 1 milione, il Napoli si potrebbe essere via via avvicinato a quelle cifre.

 

In fin dei conti il rapporto è longevo e gli azzurri sono state tra le formazioni più continue per risultati sportivi in serie A con due scudetti cuciti sul petto e, soprattutto, è l'unica big che segue un certo avvicinamento alla stagione agonistica (Qui articolo). Business, certo. Accordi articolati ma la "generosità" insomma non è mai mancata.

 

Ecco che queste parole dure e un po' fuori giri  hanno creato qualche imbarazzo. Ma d'altra parte De Laurentiis non si è mai sottratto ai confronti, anche con toni aspri (l'ormai ex tecnico Antonio Conte aveva messo dei paletti sulle "ingerenze" dalla presidenza), e sicuramente è un tipo tosto ai tavoli delle trattative: come dimenticare il braccio di ferro con la Federazione per la nomina di Luciano Spalletti a tecnico dell'Italia?

 

E anche in Trentino la partita non è sempre stata facile da gestire, in particolare se si toccano gli aspetti economici. Correva l'anno 2016 quando c'è stato forse l'episodio più significativo in questo senso. In epoca Giunta Rossi e nel mirino l'ex assessore Michele Dallapiccola.

 

"In Italia c’era una ricchezza, sui ritiri, che da un po’ di anni si è ritirata e a un certo punto abbiamo dato incarico di studiare altre soluzioni (rispetto a quella trentina ndr)", le parole al vetriolo di De Laurentiis. "Sembra quasi che siano loro (ancora riferito al Trentino) a farci un piacere se andiamo in ritiro da una parte o dall'altra: una volta c’era molta più disponibilità, adesso c’è il braccino corto. Il Trentino dovrebbe investire nel futuro e se hanno scelto il Napoli dovrebbero investire sul Napoli che in questi anni non li ha mai traditi. Loro (sempre il Trentino) hanno un assessore (il riferimento a Dallapiccola) che non voglio nemmeno nominare. Ho pure cancellato il suo numero. E' una roba da manicomio e io non gli farei nemmeno fare l'usciere di casa mia" (Qui articolo). 

 

Probabile quindi che in quel di Napoli si voglia alzare un po' l'asticella. Per ora, tuttavia, si mantiene la calma. "La trattativa è in corso - commenta Maurizio Rossini, amministratore delegato di Trentino Marketing - si valutano le reciproche aspettative con la massima serenità". 

 

Un ritiro, si diceva, apparso sbiadito rispetto alle edizioni precedenti. Non manca qualche attenuante: "solo" secondo posto l'anno scorso, l'estate dei mondiali (Lukaku, De Bruyne, Oliveira e McTominay sono in vacanza), un mercato che non ha ancora accolto volti nuovi, Allegri è un vincente ma l'appeal rispetto a Conte è un altro e una modifica nella fruizione degli spazi con la necessità di prenotarsi. Ma rispetto alle altre squadre forse ci si aspettava qualcosa in più.

 

"Le organizzazioni sui territorio hanno funzionato, i tifosi sono contenti e, per esempio, Verona e Genoa hanno portato buoni numeri rispetto alla dimensione dei supporter", continua l'amministratore delegato di Trentino Marketing. "Il Napoli ha reso secondo le aspettative, poi ogni anno ci sono dinamiche diverse ma c'è soddisfazione. E' un'estate sui numeri dell'anno scorso, che è stata estremamente positiva. Per ora in generale la situazione è quindi buona: i dati mostrano che intercettare gli italiani è più impegnativo, mentre il mercato estero è più brillante. Forte inoltre il ricorso ai last minute ma è un trend dell''ultimo triennio che trova conferma. Ora puntiamo a completare la stagione nel miglior modo possibile e lavoriamo sull'autunno e l'inverno, con segnali che sono davvero già interessanti".

 

La percezione, però, sul ritiro del Napoli è di un'atmosfera un po' dimessa, anche se Dimaro si è "consegnata" al popolo azzurro e l'attesa è stata alta. 

 

"Ogni ritiro è sempre diverso, molto si lega anche ai risultati e altri fattori ma personalmente non ho percepito un calo. In questo mese registriamo un -1% nelle presenze rispetto al luglio del 2025, quindi in linea perché basta poco per influenzare un dato. La redditività è invece assolutamente confermata. C'è però ancora modo di recuperare questa leggera flessione nei numeri nelle settimane di agosto e di settembre, per questo siamo tranquilli", conclude Rizzi.

 

Non si vuole far saltare il banco e oltre ai vari aspetti di ritorno che possano esserci in queste operazioni, vale ancora la pena "rischiare" i ciclici attacchi e più in generale organizzare i ritiri sportivi

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Società
| 27 luglio | 06:00
Questo è l'ultimo ritiro dell'accordo triennale in scadenza e l'aria delle trattative rende il patron del Napoli particolarmente pungente. [...]
Cronaca
| 27 luglio | 08:38
La salma del sessantanovenne è stata recuperata dall'elicottero della polizia "Libelle Tirol", con il supporto della polizia alpina, e trasportata [...]
Cronaca
| 27 luglio | 07:46
E' successo nelle primissime ore di questa mattina all'altezza di Tenna. Sul posto i vigili del fuoco e le forze dell'ordine 
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato