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| 16 nov 2022 | 20:31

Immigrazione clandestina, bloccato sull'A22 mentre trasportava sei connazionali verso l'Italia con una monovolume: arrestato un 43enne

I finanzieri si sono insospettiti a seguito di un ordinario controllo, dopo aver notato che il conducente era l’unico in possesso di documenti d’identificazione. Tutti gli altri passeggeri avrebbero dichiarato di essere richiedenti asilo in Austria, ma senza riuscire a dimostrare il loro ingresso in Italia

Immigrazione clandestina, bloccato sull'A22 mentre trasportava sei connazionali verso l'Italia con una monovolume
di Redazione

VIPITENO. Avrebbe tentato di introdurre clandestinamente 6 suoi connazionali ma è stato bloccato alla barriera autostradale dell'A22 di Vipiteno mentre era alla guida di una monovolume. E' così che un cittadino indiano di 43 anni, residente in Italia, è stato tratto in arresto dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Bressanone.

 

I finanzieri si sono insospettiti a seguito di un ordinario controllo notando che il conducente era l’unico in possesso di documenti d’identificazione da cui risulta la residenza da diversi anni nel bresciano, insieme alla sua famiglia. Tutti gli altri passeggeri, che non parlavano alcuna lingua europea, ma solo l’urdu, si sono limitati a dichiarare di essere richiedenti asilo in Austria, mostrando la ricevuta dell’istanza presentata, senza però riuscire a giustificare il motivo dell’ingresso in Italia.

 

Vista la difficoltà d’identificare i passeggeri, il controllo è proseguito in caserma, dove è stata accertata la clandestinità dei sei indiani. Grazie all'aiuto di un interprete i militari hanno confrontato le foto e i messaggi di Whatsapp mostrati dal conducente nel tentativo di spiegare le ragioni del viaggio, con le dichiarazioni fornite dai passeggeri e i documenti rinvenuti nel veicolo.

 

Dalla verifica però sarebbero emerse delle incongruenze, anche riguardo le tempistiche del viaggio. L'uomo avrebbe infatti raccontato di aver solamente fornito un passaggio ai 6 connazionali e di essersi recato all’estero per cercare un impiego perché disoccupato. Visti i tempi ristretti che risultavano dai ticket autostradali però, non sarebbe riuscito a fornire indicazioni plausibili in merito alla località in cui aveva sostenuto il colloquio di lavoro, così come sul motivo per cui aveva chiesto in prestito a un amico un’auto con sette posti: di conseguenza anche di come facesse a conoscere il punto esatto di ritrovo dei sei indiani.

 

Così il conducente ha deciso di raccontare tutto, confessando che per il "servizio" di trasporto gli era stato promesso un compenso in denaro da uno sconosciuto. Il 43enne è stato così tratto in arresto per il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Si è proceduto infine al sequestro dei telefoni e di alcune carte di credito rinvenuti all'interno della macchina.

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