Itea, tra burocrazia e lavori di ristrutturazione in Trentino sono oltre 1200 gli alloggi bloccati e sfitti. I sindacati: ''Dalla Pat immobilismo sulle politiche abitative''
Il dato degli appartamenti sfitti è stato fornito dall'assessora Stefania Segnana in risposta ad una interrogazione del consigliere Alessio Manica. Al 30 giugno 2022, viene spiegato nella risposta, delle 3115 domande di alloggio pubblico presentate , sono 2805 quelle inevase e che cioè sono in attesa di assegnazione) e 143 quelle ammesse

TRENTO. Lungaggini burocratiche, lavori importanti di ristrutturazione che necessitano di tempo e necessità, ovviamente, di fondi. Sono 1215 al 30 giugno di quest'anno gli alloggi Itea sparsi sul territorio e che al momento non possono essere occupati e risultano quindi sfitti. Un numero importante che non è comparso da un mese all'altro ma che è cresciuto negli anni.

Il dato è stato fornito dall'assessora Stefania Segnana in risposta ad una interrogazione fatta dal consigliere provinciale del Partito Democratico, Alessio Manica. Al 30 giugno 2022, viene spiegato nella risposta, delle 3115 domande di alloggio pubblico presentate , sono 2805 quelle inevase e che cioè sono in attesa di assegnazione) e 143 quelle ammesse.
Il 2022 per Itea si sta dimostrando un anno molto impegnativo. Oltre agli interventi per gli alloggi di risulta si stanno cercando anche di smaltire i lavori degli alloggi chiusi sul territorio provinciale, portando avanti gli interventi di riqualificazione energetica, affrontare l'impegno del Pnrr e accanto alle manutenzioni straordinarie si deve fare anche i conti con manutenzioni ordinarie. Il tutto portato avanti in un percorso ad ostacoli che deve fare i conti con disponibilità delle ditte, dai materiali e dai loro prezzi.
Dura la reazione che in queste ore è arrivata dai sindacati che chiedono alla Pat di porre fine all'immobilismo sulle politiche abitative e di mettere in campo aiuti per le famiglie. “Tenere fermi 1.215 alloggi Itea, il 10% circa del patrimonio edilizio della Spa, mentre le famiglie faticano a sostenere i costi di un’abitazione e restano in lista d’attesa per anni è sconcertante. Ed è grave che questa situazione non sia dovuta all’oggi, ma vada avanti da tempo. Abbiamo ripetutamente sollecitato la Provincia a mettere in campo politiche abitative che vadano incontro ai bisogni della comunità. Così come chiediamo ad Itea di accelerare sulle procedure di ripristino e messa a disposizione degli alloggi di risulta. Su entrambi i fronti, nulla o pochissimo si è mosso”. Spiegano i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Manuela Faggioni, Michele Bezzi e Walter Alotti.
“Nel 2020, ultimo dato che abbiamo a disposizione sul bilancio sociale, Itea ha assegnato solo 242 alloggi. E’ il dato più basso dal 2007. Ad oggi viene soddisfatto meno del 10% delle richieste in graduatoria”. Una situazione, continuano i sindacati, che si inserisce in un quadro complesso per le famiglie trentine che, a causa prima della crisi Covid, oggi del carovita, della ripresa degli sfratti e dei costi sopra la media degli alloggi in provincia, fanno fatica a trovare sul libero mercato un’abitazione. A fronte di questa situazione Cgil, Cisl e Uil tornano a chiedere l'attivazione dell’Osservatorio provinciale sulla casa assieme a una “seria assunzione di responsabilità di Itea e delle istituzioni, Provincia, comunità di valle e comuni”.
Una prima risposta, spiegano in una nota i sindacati, potrebbe essere l’attivazione in Trentino del “fondo per la morosità incolpevole” che esiste nel resto d’Italia e che potrebbe dare una boccata d’ossigeno a quelle famiglie che per situazioni indipendenti dalla loro volontà non riescono più a sostenere il costo di un affitto. “Anche in quest’ultimo assestamento di bilancio sul tema casa non è stato fatto nessun passo avanti. La Giunta ha preferito affrontare la questione alloggi solo sul piano demagogico inserendo i 10 anni di residenza e andandosi a scontrare contro la Corte costituzionale. Di fatti nessuno”, concludono.












