Le campane di Celledizzo di Peio suonano per Nicolò, il primo nato dell’anno. I genitori: “Ogni giorno è una scommessa, ma siamo stati fortunatissimi”
È nato nell’ospedale di Cles alle 03:01 di questa mattina il piccolo Nicolò, di 3,380 chilogrammi. Le campane di Celledizzo di Peio sono suonate stamattina per accogliere la nascita

CLES. “Non si sa quello che ci aspetta, ogni giorno è una scommessa, ma siamo stati fortunatissimi. Nonostante quest’ultimo periodo di pandemia non abbiamo pensato alle cose brutte, ma solo a quelle belle”. Sono queste le parole di papà Manuel Berti e mamma Francesca Taller, che alle 03:01 di questa mattina hanno accolto il piccolo Nicolò, il primo nato in Trentino del 2022, nel reparto di ostetricia e ginecologia del reparto dell’ospedale di Cles.
“Siamo contenti che sia nato il primo dell’anno – racconta Manuel a Il Dolomiti – a mezzanotte e un minuto ci siamo fatti gli auguri con le ostetriche mentre la mia compagna iniziava a spingere”.
Celledizzo, una frazione del comune di Peio di circa 350 abitanti, ha subito accolto il nuovo arrivato: “Sono suonate le campane del paese per tre minuti – sostiene il neo papà – stamattina verso le nove e mezza”.
Una bella sorpresa di inizio anno, visto che la data prevista per il parto sarebbe dovuta essere intorno al giorno di Natale: “Scherzando – raccontano – continuavamo a dire ‘speriamo che non nasca il primo dell’anno’ che poi ci intervistano. E così è stato stamattina”.
Papà Manuel non riesce a trattenere la sua felicità, perché come sostiene “devo ancora realizzare questa grande emozione”. Ma ciò che vorrebbe augurare al figlio è sicuramente “avere sempre fiducia ed essere sempre positivi” e “di accontentarsi anche con quel poco che si ha”, facendo riferimento anche al difficile periodo di pandemia che ha segnato l’ultimo anno e mezzo.
Il bambino di 3,380 chilogrammi è nato nell’ospedale di Cles: “Ringraziamo soprattutto tutto il reparto di ginecologia – dichiarano – per la gentilezza e la disponibilità e Cles come ospedale, visto che per noi raggiungere Trento sarebbe stato più complesso”.













