MiOriento: il progetto di school counseling dell’Istituto Martini di Mezzolombardo per sostenere gli studenti durante il loro percorso formativo
Nel 2018 un gruppo di docenti dell’istituto che aderiva a un progetto di mobilità europea, veniva a conoscenza d’una realtà che interessa in particolare l’Irlanda, dove in tutte le università e scuole superiori vi è un Careeer service office (con personale dedicato), che si occupa dell’orientamento dei giovani, accompagnandoli durante il percorso scolastico per favorirne il successo personale. Un’esperienza che alcuni docenti italiani hanno deciso di riportare sul loro territorio

MEZZOLOMBARDO. Senso di inadeguatezza, diminuita fiducia in loro stessi e negli adulti e confronti della propria scelta formativa e poi una crescente ansia da prestazione, vaste difficoltà di rendimento scolastico e deresponsabilizzazione. Sono questi i maggiori problemi diffusi tra i ragazzi emersi negli ultimi tempi anche dai consigli di classe di Mezzolombardo ma che, è sempre più evidente, riguarda tutti i giovani. All’Istituto Martino Martini, sulle orme del “modello anglosassone”, è stato avviato proprio per far fronte a questi crescenti disagi dei giovani il progetto “MiOriento”, creando così il primo esempio in Trentino di sportello “che risponde al crescente bisogno di ascolto e sostegno per giovani che vivono momenti di disagio legati al proprio percorso formativo”, spiega la coordinatrice dell'iniziativa Maria Giovanna Franch.
A chiedersi a che cosa serva la scuola sono stati infatti negli ultimi anni sempre più studenti, che mostrano sempre meno fiducia in loro stessi e nelle loro capacità. Per rispondere alle crescenti necessità delle nuove generazioni è stata quindi avviata un’iniziativa pilota, che partiva ben 2 anni prima dell’avvento della pandemia, in un periodo che già iniziava a mostrare l’esigenza di creare un luogo dove poter essere “accolti e ascoltati”. Un quadro che, come si può immaginare, “si è aggravato durante e dopo il Covid – come commenta Maria Giovanna Franch, coordinatrice del progetto “MiOriento” - ma sono più propensa a pensare che l’emergenza sanitaria abbia agito da detonatore di una crisi già esistente ma tenuta finora sotto traccia. La scuola non può non farsi carico di questa crisi, se non altro perché non vi sarà mai impegno cognitivo senza benessere psico-emotivo. Se non si dà forza alle radici, l’albero non cresce ed è inutile puntare su riforme scolastiche che ruotano intorno all’innovazione dei saperi e della didattica, senza prendere atto che i giovani (e le famiglie insieme a loro) oggi hanno bisogno anche di altro”.
Nel 2018, infatti, un gruppo di docenti dell’istituto Martini che aderiva a un progetto di mobilità europea, veniva a conoscenza d’una realtà che interessa in particolare l’Irlanda, dove in tutte le università e scuole superiori vi è un Careeer service office (con personale dedicato), che si occupa dell’orientamento dei giovani, accompagnandoli durante il percorso scolastico per favorirne il successo personale. Un’esperienza all’estero di cui i docenti italiani hanno fatto tesoro, decidendo di tornare a casa con la volontà di concretizzare quanto osservato su scala locale, potendo tuttavia contare su “scarse risorse”: ciò non ha tuttavia scoraggiato i docenti che insieme alla dirigente di allora hanno avviato “MiOriento”, offrendo un luogo che possa accogliere e ascoltare “studenti che affrontano momenti di difficoltà o disagio legati alla scuola”.
Un’iniziativa di school counseling che è partita per l’appunto all’istituto di Mezzolombardo mettendo a disposizione un’educatrice specializzata (counselor) che valuta e analizza le domande in entrata “facendo da filtro rispetto alla rete dei servizi interni alla scuola, come il servizio di ascolto psicologico o quello di ri-orientamento e sostegno al metodo di studio”. Un malessere crescente quello registrato dagli insegnanti di alcuni consigli di classe del Martini, che non si lega soltanto a fatti di natura personale ma che a che vedere propriamente con la scuola, vissuta con “insofferenza”, come sottolinea la counselor Katia Moschini. “Tra gli studenti più fragili è infatti aumentato negli ultimi anni un senso di inadeguatezza, diminuita la fiducia in loro stessi e negli adulti, nonché quella nei confronti della propria scelta formativa”: a questi disagi si aggiungono poi preoccupazione, ansia da prestazione, vaste difficoltà di rendimento scolastico e la deresponsabilizzazione.
“In totale sono stati presi in carico dal servizio MiOriento una quarantina di casi durante quest’anno scolastico – continua Moschini - di cui una decina indirizzati in un secondo momento al servizio di ascolto psicologico, dove le richieste anche ora continuano ad arrivare (casi ai quali sarebbe il caso di aggiungere anche tutti quelli non adeguatamente intercettati oppure coloro i quali decidono di non usufruire del servizio)”. “Le risorse sono poche, ma noi ci crediamo molto - conclude invece l’attuale dirigente scolastica dell’Istituto Martini Valentina Zanolla - Il nostro sogno? Che quella che è a tutti gli effetti una sperimentazione di successo possa essere riprodotta presto su larga scala, con investimenti adeguati e la giusta volontà politica”.












