Muore di freddo a 19 anni, Bozen Solidale: "Chiediamo l'intervento della Protezione Civile, era una morte annunciata. Solo ora 25 posti letto in più all'ex Alimarket"
Dopo la morte del giovane senza fissa dimora il Comune ha annunciato di voler "aumentare di 25 posti l'ex Alimarket", come conferma Bozen Solidale: "Non commentiamo il rimpallo di responsabilità. La Provincia parla ora di 150-175 posti in più, ma ora stanno solo sulla carta. Ancora circa 250 - 300 persone che dormono all'addiaccio"

BOLZANO. "Era necessario un morto perché si aumentassero i posti letto? Solo da sabato scorso il Comune e Provincia hanno cominciato a parlarne". Così commentano gli attivisti di Bozen Solidale che si occupa dei tanti senza fissa dimora che in questo momento nel capoluogo non stanno trovando posti dove dormire.
Venerdì scorso a Bolzano un 19enne, costretto a dormire all'addiaccio, è morto a causa delle rigide temperature. A dare l'allarme era stato un altro ragazzo che dormiva nello stesso giaciglio nella zona industriale. "Solo sabato mattina l'amministrazione comunale ha aumentato i 25 posti all'ex Alimarket - aggiunge Bozen Solidale -, tra l'altro già annunciati". Il locale avrebbe potuto ospitare 100 persone circa, conferma il gruppo, "ma erano disponibili una 70ina di posti".
Ora però sembra essere ricominciato il braccio di ferro tra Comune e Provincia di Bolzano. "La Pab parla ora di 150-175 posti in più, tra cui anche i posti dei Centri di accoglienza straordinaria, ma ora stanno solo sulla carta. Il richiamo a fare comunità e a cercare soluzioni alternative dopo che è morto un ragazzo di 19 anni, e non è il primo morto in regione, è imbarazzante. Non commentiamo il rimpallo di responsabilità".
Numeri che comunque non soddisferebbero la richiesta sul territorio comunale: "Secondo i nostri monitoraggi si parla di circa 250 - 300 persone che dormono all'addiaccio e che non hanno un posto dove stare la notte. A Bolzano questa notte erano 6 gradi sotto lo zero". Tanti sono stati gli sgomberi da parte delle forze dell'ordine, non solo nell'ultimo mese nel capoluogo bolzanino ma anche a Merano.
Gli attivisti bolzanini accusano le istituzioni: "Una morte annunciata, lo sapevano. Lo abbiamo detto più volte. Le parole del vescovo stridono rispetto alla mancata disponibilità della Chiesa ad ospitare senza fissa dimora in almeno una delle tante strutture ecclesiastiche sparse in Provincia". Per questo Bozen Solidale si rivolge alla Protezione Civile: "Chiediamo l'intervento immediato, situazione insostenibile", conclude.














