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| 10 nov 2022 | 13:11

Sgomberi dei senza dimora, la rabbia di Bozen Solidale: "Oltre 100 costretti a dormire all'addiaccio, ma strutture di accoglienza piene. Tensioni? Persone allo stremo"

L'ultimo sgombero della polizia è avvenuto nel pomeriggio dell'8 novembre, lungo il fiume. Bozen Solidale: "Le tende sequestrate e buttate le abbiamo comperate noi e continueremo a farlo. Ennesima dimostrazione della miopia istituzionale e di una politica repressiva. Dormitori? Liste d'attesa lunghissime"

di Francesca Cristoforetti

BOLZANOContinuano gli sgomberi di persone senza fissa dimora: due soltanto nell'ultima settimana a Bolzano e uno a Merano. L'ultimo nel capoluogo altoatesino avvenuto lungo il fiume Isarco, nel pomeriggio dell'8 novembre quando dopo diverse segnalazioni la polizia ha allontanato alcune persone che si erano accampate per poter dormire.

 

"Non c'è fine al peggio, questi sgomberi sono inutili - dichiarano gli attivisti e le attiviste di Bozen Soldale -. E' l'ennesima dimostrazione della miopia istituzionale e della volontà di continuare una politica repressiva. I 'dormitori'/capannoni sono pieni e decine di persone sono costrette a dormire all'addiaccio con temperature vicine allo zero: a Bolzano sono almeno un centinaio e una cinquantina a Merano".

 

Le ultime segnalazioni sarebbero arrivate da alcuni cittadini, tra cui l'Associazione pescatori di Bolzano. "Sono persone che non hanno un tetto sopra la testa - spiega Bozen Solidale -. La maggior parte delle volte si accampano lungo il fiume o sotto il ponte in via Roma. Noi non siamo una città accogliente: tutti dicono di indirizzarli verso le strutture, peccato che i posti siano esauriti e le liste d'attesa siano lunghissime. Cosa devono fare? Ora dormono in condizioni pietose e all'aperto, cosa che tra l'altro sta diventando sempre più difficile con l'arrivo del freddo".

 

Nell'ultimo sgombero a Bolzano si è parlato di tensioni con le forze dell'ordine. "Sfido chiunque a stare fuori di notte con le basse temperature di questi giorni, le persone sono allo stremo. Le tende sequestrate e buttate le abbiamo comperate noi e continueremo a farlo. Idem con coperte e kit igienico sanitari".

 

Il gruppo di attivisti da anni evidenzia il problema della mancanza di posti all'amministrazione comunale: "Oltre agli alloggi - conclude il gruppo - noi stiamo cercando di inserire i senza fissa dimora in un contesto lavorativo. Noi ora ricominciamo il giro di distribuzione coperte, scarpe, vestiti e sacchi a pelo per loro".

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