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| 05 nov 2022 | 12:37

Nonostante il freddo e l’inverno alle porte continuano gli sgomberi dei senza dimora: “Cacciati dai loro ripari di fortuna, strategia repressiva inutile”

In 24 ore sono state sgomberate diverse persone senza fissa dimora che avevano trovato riparo in strutture informali. La denuncia degli attivisti: “Basta spendere soldi in capannoni sporchi e malsani dove le persone vengono parcheggiate come bestie”

di Tiziano Grottolo

BOLZANO. Nonostante negli ultimi giorni le temperature siano calate sensibilmente, preannunciando l’arrivo dell’inverno, in Trentino come in Alto Adige proseguono gli sgomberi delle persone senza fissa dimora.

 

Gli ultimi episodi, come denunciano gli attivisti di Bozen Solidale, sono avvenuti nel capoluogo altoatesino e a Merano: “In 24 ore sono state sgomberate diverse persone senza fissa dimora che avevano trovato riparo in strutture informali”, sottolineano.

 

Eppure queste operazioni non rappresentano una soluzione valida visto che l’unico risultato concreto spesso è quello di far perdere i pochi averi ai senza dimora che si troveranno nella condizione di dover trovare un altro rifugio, almeno fino al prossimo sgombero. “Da anni diciamo che lo sgombero non è un’alternativa ma una strategia repressiva inutile e dannosa per le persone che lo subiscono”, gli attivisti inoltre criticano anche le modalità con cui sono avvenute le ultime operazioni con il coinvolgimento massiccio delle forze dell’ordine.

 

D’altra parte come spiegava Elisa Brunelli su Salto.bz, in soli cinque mesi il Comune di Bolzano ha portato a termine 136 sgomberi di giacigli e insediamenti dove, complessivamente, vivevano circa un centinaio di persone senza fissa dimora.

 

Per questo da Bozen Solidale parlando di un vero e proprio “tranello” riferendosi a quanti sostengono che gli sgomberi servirebbero per mettere in sicurezza le persone: “Per mettere in sicurezza le persone senza fissa dimora servono percorsi per la ricerca di una professione e di un alloggio ma bisogna smettetela di spendere soldi in capannoni sporchi e malsani dove le persone vengono parcheggiate come bestie. Il panorama all’orizzonte è desolante – concludono gli attivisti – ma non smetteremo di fornire il nostro appoggio a migranti, senza fissa dimora e, in generale, a tutte le persone colpite da un sistema sociale escludente e ostile”.

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