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| 14 giu 2022 | 13:44

''Non faccio neppure pietà, neppure questo'', le parole di dolore di Cloe Bianco prima di togliersi la vita. ''Vittima della nostra società''

L'11 giugno è stato ritrovato il suo corpo carbonizzato dentro un camper tra Auronzo e Misurina. Nelle ultime ore sono stati trovati i messaggi che ha lasciato sul suo blog ''PersoneTransgenere'' dove annunciava quel che avrebbe fatto e lasciava anche due testamenti

AURONZO. ''Io sono brutta, decisamente brutta, sono una donna transgenere. Sono un’offesa al mio genere, un’offesa al genere femminile. Non faccio neppure pietà, neppure questo''. E' questa la conclusione di uno dei post di Cloe Bianco scritto sul suo blog sul quale il 10 giugno annunciava quel che avrebbe fatto di lì a poco tempo: ''Subito dopo la pubblicazione di questo comunicato porrò in essere la mia autochiria, ancor più definibile come la mia libera morte''. Parole terribili, piene di dolore, per una persona che ha vissuto sulla sua pelle le stimmate della discriminazione dopo che nel 2015 aveva provato a farsi accettare nel suo contesto sociale e di lavoro presentandosi a scuola, dove insegnava fisica, a San Donà di Piave vestita da donna e chiarendo che da quel momento non avrebbero più dovuto chiamarla Luca ma Cloe. 

 

Il suo corpo è stato trovato carbonizzato dentro a un camper all'ex miniera dell'Argenteria tra Auronzo e Misurina e dopo qualche giorno è arrivata la conferma del Dna oltre alla scoperta dei messaggi lasciati sul suo blog ''PersoneTrangenere'' dove annunciava quel che poi sarebbe successo con tanto anche di testamento biologico e testamento olografo. ''In quest’ultimo giorno ho festeggiato con un pasto sfizioso e ottimi nettari di Bacco - spiegava nel suo ultimo messaggio -, gustando per l’ultima volta vini e cibi che mi piacciono. Questa semplice festa della fine della mia vita è stata accompagnata dall’ascolto di buona musica nella mia piccola casa con le ruote, dove ora rimarrò. Ciò è il modo più aulico per vivere al meglio la mia vita e concluderla con lo stesso stile. Qui finisce tutto. Addio. Se mai qualcuna o qualcuno leggerà questo scritto''.

 

 

E in queste ore è grande il cordoglio per quella che è, a tutti gli effetti, una vittima della discriminazione, dell'odio e dell'intolleranza. Lo ricordano ''I Sentinelli di Roma'': ''Lo scheletro di un camper divorato dal fuoco in mezzo a un bosco tra Auronzo e Misurina, con all’interno un cadavere carbonizzato. È tutto ciò che rimane di CloeBianco, la professoressa che si è uccisa dando fuoco al suo camper per le continue minacce e violenze subite in quanto donna transgender. Per lo stesso motivo era stata allontanata dall’insegnamento e lavorava nella segreteria della scuola. "Così termina tutto ciò che mi riguarda". Sono le sue ultime parole prima di togliersi la vita in quel modo atroce. Ancora una vittima della nostra società, una vittima il cui sangue è sulle mani dei politici che hanno impedito una legge contro le violenze e le discriminazioni contro le persone transgender''.

 

Qui il ''commiato'' del Circolo Tondelli di Bassano del Grappa che ne ricostruisce la storia

 

 

 

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