Per lo studio di Fugatti con la Valdastico +20% di turisti? Rossi: ''Senza autostrada siamo cresciuti del 40%. E l'idea della Vignetta per la Valsugana è impraticabile''
Lo studio presentato negli scorsi giorni dal presidente della Provincia sulle ricadute dell'A31 con allaccio sull'A22 rischia di trasformarsi in un boomerang. I vantaggi, infatti, non sembrano giustificare l'enorme impatto dell'opera realizzata con il tracciato che sbuca sulla Vallagarina

TRENTO. Valdastico, dati e fumo negli occhi. Potrebbe essere questo il titolo della presentazione fatta ieri dal presidente Fugatti dello studio commissionato dalla Pat per giustificare la realizzazione dell'allacciamento dell'A31 Valdastico nord alla A22 del Brennero. Il dato, infatti, sul quale più si è puntato è quello dei grandi effetti benefici che questo troncone di autostrada avrebbe collegando la Vallagarina al Veneto sul turismo. In 16 anni, infatti, lo studio evidenzia che si avrebbe ''un incremento di arrivi e presenze turistiche da Veneto e Friuli Venezia Giulia di circa il 20%, per un valore aggiunto di circa 84,5 milioni di euro a favore del comparto dell’ospitalità trentina e dei settori collegati''.
Il problema? ''Che il turismo in Trentino negli ultimi 19 anni, senza la Valdastico, è già cresciuto del 40% - spiega l'ex presidente della Provincia Ugo Rossi - quindi è stato davvero folle cercare di stupire i trentini con questi numeri che nulla dicono davvero dell'impatto che avrebbe questo troncone di autostrada così congeniato''. E i dati parlano per il consigliere di Azione Rossi: nel 2000 le presenze alberghiere ed extralberghiere erano state 13,1milioni e nel 2019 18,4 milioni con una crescita del 40%.
Entrando poi più nello specifico dei dati e allargando lo sguardo anche a prime case e seconde case, quindi a tutto il comparto turistico, nel 2.000 gli arrivi per il mondo del turismo erano stati 3,8milioni mentre nel 2019 erano cresciuti, senza bisogno di altre autostrade, del 63% a 6,2milioni; le presenze, invece, nel 2000 erano state 26,8milioni e nel 2019 erano a 32,8milioni con una crescita del 22%. E sui 16 anni precedenti? Nel 1985 gli arrivi erano stati 2,3 milioni e le presenze 22,1 milioni. Dunque nel 2.000 la crescita era stata del 65% per gli arrivi e del 21% per le presenze. Si può dire, quindi, che la crescita promessa del 20% dovrebbe essere quasi scontata e che non dovrebbe dipendere da quei 20 minuti in meno di macchina che si stima si impiegherebbero dal Veneto e dal Friuli per raggiungere Trento con una Valdastico che sbuca a Rovereto.
Lo studio Pat, poi, spiega anche che in 16 anni di cantieri si andrebbero ad aggiungere 80.000 posti di lavoro e il valore aggiunto dell'arteria raggiungerebbe i 5,2miliardi di euro, sempre in 16 anni. ''Dati questi che non discuto - prosegue Rossi - ma che si avrebbero anche con tracciato diverso, per esempio quello che sbuca a Trento Sud e un collegamento con strada e non con autostrada a pedaggio, come lo avevamo previsto nella passata legislatura. Assurdo, invece, che già oggi si pensi che per rendere appetibile la Valdastico per i mezzi pesanti si debba inserire il pagamento di una Vignetta per transitare sulla Valsugana, ben consci del fatto che altrimenti il traffico pesante non si sposterebbe sull'A31 ma resterebbe sulle attuali arterie. Il problema è che un autostrada a pedaggio con oltretutto un percorso più lungo da percorrere, non consente di introdurre l'uso di una Vignetta per impedire l'ingresso in Valsugana. Quindi non verrà tolto traffico e la Valsugana continuerà ad essere corridoio preferenziale, probabilmente anche con un carico maggiore viste le 4 corsie promesse dal presidente Fugatti''.
Insomma i dati presentati negli scorsi giorni rischiano di trasformarsi in un boomerang per chi crede nel tracciato voluto dalla Lega. ''In ogni caso anche pensare che il turismo possa crescere perché si risparmiano 20 minuti in macchina per arrivare in Trentino credo sia politicamente sbagliato - conclude Rossi -. Si dice sempre che bisogna puntare sulla qualità e non sulla quantità di turisti sul territorio, ad allungare le permanenze, a migliorare l'offerta con proposte legate alla natura, alla quiete, al relax, alle attività sportive e outdoor. Puntare su una strada che dovrebbe attirare turisti, di fatto per il Lago di Garda perché Veneto e Friuli hanno le loro montagne, facendoli arrivare con i mezzi privati con una situazione come quella attuale che è già molto congestionata non dimostra lungimiranza. E' come se l'Alto Adige per avere più turisti veneti facesse l'Autostrada dell'Alemagna. Non ci pensano nemmeno. Una follia''.












