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| 28 feb 2022 | 18:55

Valdastico, ecco l'impatto sulla ricchezza del Trentino. I numeri dello studio voluto dalla Pat (che per Fugatti sono un po' diversi VIDEO) risparmiando 20 minuti in macchina

L'analisi di PwC Italia è stata presentata oggi. Nel comunicato della Pat si spiega che servirà a ridurre ''i tempi di percorrenza di circa 20 minuti per i veicoli leggeri e di circa 25 minuti per quelli pesanti nella tratta Trento-Vicenza''. Questo dovrebbe provocare un valore aggiunto complessivo in 16 anni di 323 milioni di euro l'anno con quasi 80.000 posti di lavoro in più

TRENTO. Un incremento di arrivi e presenze turistiche da Veneto e Friuli Venezia Giulia di circa il 20%, per un valore aggiunto di circa 84,5 milioni di euro a favore del comparto dell’ospitalità trentina e dei settori collegati; in 16 anni il valore aggiunto complessivo generato dalla realizzazione dell’arteria raggiungerebbe i 5,2 miliardi e quindi 323 milioni l’anno, a cui andrebbero aggiunti quasi 80.000 posti di lavoro complessivi - circa 5mila l’anno - nell’arco dei 16 anni. Sono questi i numeri presentati oggi dalla Pat, frutto di uno studio commissionato a una società specializzata, che dovrebbero convincere i trentini ad accettare l'allacciamento della Valdastico nord all'A22.

 

Numeri che non coincidono con quelli poi ripetuti ai microfoni sempre della Pat, dal presidente Fugatti (come potete vedere parla di valore aggiunto di 3,3 miliardi cifra che invece pare corrispondere al volume di investimento stimato, e di circa 2mila persone di impatto occupazionale mentre nel comunicato si parla di 5.000 ma qui può darsi Fugatti si sia spiegato male riferendosi alla fase successiva all'ottavo anno di avvio dell'opera, come si può leggere nel documento in coda all'articolo) ma che, come dice lo stesso presidente Fugatti, ''invitano tutti a riflettere''. 

 

Noi stiamo a quanto messo nero su bianco dalla stessa Provincia nel suo comunicato stampa e allora ecco che i dati dicono di un impatto quasi strabiliante per questa nuova autostrada se si pensa che, alla fine, tutto il lavoro che verrà fatto e che cambierà paesaggi e ambienti ''consentirà - si legge nel comunicato ufficiale della Pat - una riduzione dei tempi di percorrenza di circa 20 minuti per i veicoli leggeri e di circa 25 minuti per quelli pesanti nella tratta Trento-Vicenza''. Poco niente, insomma. Il tempo di un panino all'Autogrill, ma per la Giunta Fugatti non ci sono dubbi: l'opera s'ha da fare.  

 

''L’analisi di PwC Italia - scrive la Pat nel suo comunicato - prende in esame gli effetti macroeconomici, in pratica l’incremento del Pil, connessi al secondo lotto del collegamento promosso dalla concessionaria autostradale, in particolare sul tracciato Pedemonte in provincia di Vicenza alla connessione A22 a Rovereto (mentre il primo lotto, interamente nel vicentino, va da Piovene Rocchette a Pedemonte). Si evidenzia l’impatto di un’infrastruttura capace di rendere più competitivo il Trentino e di “avvicinarlo” a Veneto e Friuli Venezia Giulia. Generando oltre lo spostamento del traffico commerciale anche un incremento plausibile di arrivi e presenze turistiche dalle due regioni di circa il 20%, per un valore aggiunto di circa 84,5 milioni a favore del comparto dell’ospitalità trentina e dei settori collegati. In 16 anni, tempo che riassume i 7 anni dell’investimento-realizzazione dell’opera e i successivi 9 della gestione, il valore aggiunto complessivo generato dalla realizzazione dell’arteria raggiungerebbe i 5,2 miliardi. Ovvero 323 milioni l’anno, a cui vanno aggiunti quasi 80.000 posti di lavoro complessivi - quasi 5mila l’anno - nell’arco dei 16 anni''.

 

''Si calcola - prosegue la Provincia - che la nuova infrastruttura consentirà una riduzione dei tempi di percorrenza di circa 20 minuti per i veicoli leggeri e di circa 25 minuti per quelli pesanti nella tratta Trento-Vicenza; oltre a una rimodulazione del traffico sull’A22 e una riduzione delle percorrenze sulle Strade Provinciali e sulla SS47 della Valsugana che beneficerà di un’importante riduzione quantificata fino al 55% per il traffico pesante con l’ipotesi della Vignetta per i camion''.

 

 

Tre le variabili esaminate nell’analisi. La prima parte riguarda la costruzione dell’arteria nel periodo considerato. Valutando il volume dell’investimento stimato per le attività di realizzazione dell’opera, pari a 3,3 miliardi, per un impatto complessivo stimato nel 111% del suo valore - quindi 3,7 miliardi di euro - e un coinvolgimento di circa 59 mila ULA-Unità lavorative durante la realizzazione. La seconda variabile considerata è l’impatto sociale ed economico legato alla variazione dei flussi di traffico turistici. La riduzione dei tempi di percorrenza di circa 20 minuti per i veicoli leggeri genererà anche un maggiore appeal turistico del Trentino. Per effetto di questo “avvicinamento” con i territori confinanti si stima che in un anno di piena operatività la spesa turistica in Trentino crescerebbe di circa 73,7 milioni, generando un valore aggiunto complessivo di circa 84,5 milioni e coinvolgendo 1.633 unità lavorative.

 

Terza variabile osservata l’impatto economico derivante dalla possibile realizzazione a Rovereto di una piattaforma intermodale per il traffico terrestre non accompagnato, per lo spostamento delle merci dai camion provenienti da Padova e Vicenza sulla linea del Brennero che in prospettiva verrà quadruplicata. “Questa è un’eventualità tutta da valutare - ha precisato Fugatti -. In ogni caso può essere un’idea utile per favorire la mobilità sostenibile, consentendo di togliere i camion dalle strade e rafforzando la posizione di Rovereto come baricentrica nel trasporto intermodale, creando un polo complementare tra quello di Trento (specializzato nel trasporto ‘accompagnato’) e Verona”.

 

Il documento di “Analisi economica e sociale dell’allacciamento A31 Valdastico nord-A22 del Brennero”, è stato realizzato da Trentino sviluppo assieme alla società di consulenza PwC Italia. Lo studio è stato illustrato dal presidente, assieme all’assessore Achille Spinelli, al direttore generale della Provincia Paolo Nicoletti e al direttore di PwC Diego Artuso, agli stakeholder del territorio: categorie economiche, sindacati, Consiglio delle autonomie locali. 

 

 

 

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