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| 22 ago 2022 | 19:50

Ferrovia Rovereto-Riva, il viceministro Morelli: "In linea con la Transizione ecologica. Risorsa per tutta l'Italia". Fugatti: "Un progetto europeo"

La Pat ha chiesto di inserire il progetto nel documento strategico della mobilità ferroviaria, concordato tra lo Stato e Rfi. L’opera comporta un investimento immediato di 230 milioni di euro, su un totale di 317 milioni di euro. Fugatti: "Una risposta al problema del traffico nel Basso Trentino". Il viceministro: "Entro la fine dell'autunno o inizio inverno si potrà avere una risposta dal nuovo governo"

Ferrovia Rovereto-Riva, il viceministro Morelli: In linea con la Transizione ecologica
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. "C'è una transizione sempre più ecologica e pensiamo a quanto una ferrovia di questo genere valga dal punto di vista turistico. Per quanto riguarda il turismo il Garda è una grande risorsa non solo per alcune regioni ma per tutta l'Italia". Così il viceministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Alessandro Morelli parla del collegamento ferroviario Rovereto-Riva, che la Provincia autonoma di Trento ha chiesto di inserire nel documento strategico della mobilità ferroviaria, concordato tra lo Stato e Rete ferroviaria italiana.

 

"Il collegamento su rotaia tra Rovereto e Riva - afferma il viceministro - è in linea con gli obiettivi della Transizione ecologica. Ha una valenza sovraregionale".

 

Un passaggio che potrà permettere l’avvio della progettazione di un’opera strategica, di valenza europea, perché favorirà lo sviluppo dell’area turistica dell’Alto Garda trentino, portando benefici a tutto il bacino gardesano, e le connessioni attraverso la linea del Brennero verso il Nord del continente e il resto del Paese.

 

Tempistiche? "Noi auspichiamo che il prossimo governo possa prendere in mano fin da subito la situazione - aggiunge il viceministro - è un'opera che può rientrare negli obiettivi generali di qualunque governo. Credo che entro la fine dell'autunno, o inizio inverno si potrà avere una risposta".

 

Accanto al viceministro, presente oggi (22 agosto) in conferenza stampa a Trento, presente anche il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e Roberto Andreatta, dirigente del Dipartimento Territorio e trasporti della Provincia.

 

"Questo è un progetto europeo non solo un collegamento locale- dichiara Fugatti - qualora si concretizzasse una persona potrà salire a Monaco e arrivare a Riva del Garda. Sappiamo quanto il turismo sul Garda sia importante a livello europeo soprattutto da parte del mondo tedesco e austriaco. In aggiunta si risolverebbe il problema del traffico in Busa. Non facciamo previsioni sui tempi, ora Rfi deve decidere se inserire questo progetto all'interno dei loro progetti nazionali. Non siamo in ritardo, abbiamo fatto lo studio di fattibilità e ora spetterà al ministero e Rfi parlarne".

 

Un’infrastruttura allo stesso tempo coerente rispetto agli obiettivi della transizione ecologica e alla crescita in chiave sostenibile di tutta l’area del Garda, che viaggia verso risultati storici, oltre i record 2019, per quanto riguarda il trasporto pubblico lacustre. L’opera, secondo i dati aggiornati comporta un investimento immediato di 230 milioni di euro, su un totale di costi calcolati di 317 milioni di euro, per una ricaduta complessiva in termini di benefici economici di 450 milioni di euro.

 

Il presidente della Pat sottolinea l’importanza del percorso condiviso tra Amministrazione provinciale, Rfi e ministero, riguardo all’ipotesi di intervento che è stata oggetto di uno studio di fattibilità, reso noto nei mesi scorsi a Riva del Garda, e di un’analisi costi-benefici. Un’opera dunque che va nella direzione di una maggiore sostenibilità ambientale e che può aiutare l’immagine del Trentino a livello internazionale, dando una risposta al problema del traffico nel Basso Trentino e migliorando la qualità della vita (Qui l'articolo).

 

Si rivela perciò cruciale la collaborazione tra la Provincia, Rfi e governo per dare il via alla progettazione e proseguire gli approfondimenti sulla compartecipazione finanziaria. Secondo il viceministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, la richiesta che giunge dalla Provincia sull’inserimento nel documento strategico della mobilità ferroviaria (che contiene tutti gli interventi pianificati per passeggeri e trasporto merci sul territorio nazionale) è assolutamente condivisibile.

 

Sarebbe inoltre un’ulteriore opportunità per sostenere in modo ecologico la crescita del turismo sul Garda: "Lo dimostrano i numeri del trasporto pubblico lacustre - precisa il viceministro - prossimi a superare il record del 2019, già un anno eccezionale del turismo pre-Covid. Un milione e 400 mila persone trasportate finora nel 2022, 55 mila veicoli, 42 mila biciclette (+30%), che corrispondono all’intera quota di tre anni fa. Il totale delle due ruote a bordo dei traghetti potrebbe arrivare ad un totale di 60.000 a fine anno".

 

La nuova linea secondo le stime "potrebbe avere una capacità di trasporto media al giorno di 6.700 passeggeri e momenti di picco di 10.000 - dichiara il dirigente del Dipartimento Territorio e trasporti della Provincia - per fare un raffronto, prima del Covid la linea della Valsugana trasportava 5.500 passeggeri con 42 corse, mentre la Brennero fra Trento e Verona si attesta su 15.000 passeggeri, per un centinaio di treni al giorno".

 

Permetterebbe quindi di dare respiro a un’area che per via del suo grande richiamo turistico vede transitare nelle due direzioni una media giornaliera di 19.533 veicoli a Loppio e 12.132 a Nago-Torbole, con valori di picco rispettivamente di 29.000 e 22.000.

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