''Ora i fatti, manca il progetto sulla ferrovia Rovereto-Riva del Garda, opera attesa da decenni'', il Comitato di mobilità sostenibile dopo la visita di Salvini in Trentino
Nelle scorse ore il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, accompagnato dal presidente Maurizio Fugatti, è stato in Trentino per fare il punto sulle opere. Il Comitato di mobilità sostenibile del Trentino: "Dal nodo ferroviario di Rovereto alla circonvallazione stradale di Torbole: si valutino anche le nostre proposte alternative"

ROVERETO. "Se il collegamento ferroviario Trento-Rovereto-lago di Garda costituisce una priorità di governo, allora alle parole devono seguire i fatti". A dirlo Ezio Viglietti e Pina Lopardo, portavoce del Comitato di mobilità sostenibile del Trentino. "In tempi brevi deve essere presentato il progetto di fattibilità tecnica ed economica, atteso da decenni dalle Comunità dell'Alto Garda e Ledro e della Vallagarina".
Nelle scorse ore il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, è stato in Trentino per fare il punto sul project financing per l’affidamento della concessione dell’autostrada A22 del Brennero e le grandi opere provinciali. Il leader leghista ha visitato il cantiere del tunnel della Loppio-Busa, cioè l’unico di una grande opera attivo in Trentino, e l’area sotto bonifica dell’ex discarica della Maza. Per la verità il collegamento Passo San Giovanni-Cretaccio era stato voluto e finanziato dalla precedente Giunta Rossi.
Si è parlato anche della realizzazione di quella che rappresenterebbe un’altra opera strategica per la mobilità della zona: la ferrovia Rovereto-Riva del Garda. Il ministro Salvini ha confermato che è in corso un dialogo con Rfi. In base alle stime della Provincia di Trento l’investimento per quest’opera, da aggiornare a seguito del caro materiali, dovrebbe essere di 230 milioni di euro, su un totale di costi calcolati di 317 milioni di euro, per una ricaduta complessiva in termini di benefici economici di 450 milioni di euro. L’intervento è stato oggetto, nei mesi scorsi, sia di uno studio di fattibilità che di un’analisi costi-benefici. Proprio in base a quest’ultima, la nuova linea potrebbe avere una capacità di trasporto media al giorno di 6.700 passeggeri e momenti di picco di 10.000 utenti.
Al momento però l’unica cosa che si è riusciti a strappare dal ministro è la possibilità (tutta da confermare) di inserire il progetto nel prossimo aggiornamento del piano delle opere di Rfi. Un passaggio che potrebbe essere importante perché propedeutico per un ipotetico finanziamento ma che non offre nessuna garanzia sulle tempistiche di realizzazione.
"Siamo particolarmente soddisfatti per questo annuncio", dicono Viglietti e Lopardo. "Ma alle parole devono seguire i fatti. Oltre al progetto di fattibilità, devono essere trovati i finanziamenti per un’opera che ha valori notevolmente superiori a quelli dichiarati di 280 milioni. Necessaria poi l'elaborazione di un’analisi costi-benefici di tutte le soluzioni progettuali, comprese quelle presentate dal Comitato mobilità sostenibile Trentino. E' da molto tempo che portiamo all'attenzione delle istituzioni provinciali e comunali le nostre alternative a quelle della linea azzurra di Metroland e ribadiamo l'importanza per lo sviluppo socio-economico dell'Alto Garda, Ledro e Vallagarina, ma della provincia in generale. E' importante che un ministro venga sul territorio a fare queste dichiarazioni".
Non solo la ferrovia Rovereto-Garda, il Cmst rilancia anche sulla circonvallazione stradale di Torbole. "Una infrastruttura importante - evidenziano Viglietti e Lopardo - perché libererebbe dal traffico privato il lungo lago, aprendo spazio a trasporto pubblico e ciclopedonalità".
Il ministro e il presidente della Provincia si sono soffermati anche su circonvallazione di Rovereto. "Il Cmst ha organizzato un Gruppo di lavoro per elaborare il progetto alternativo per il Nodo ferroviario. Riteniamo importante avere una visione strategica dello sviluppo delle infrastrutture e dei servizi di trasporto e mobilità sostenibile. Riteniamo importante approvare il Piano provinciale della mobilità sostenibile e suoi stralci, come previsto dalla legge. Tutte le alternative da noi elaborate sono state inviate per posta certificata a tutte le istituzioni locali e nazionali, così come è stata richiesta un'audizione a Rfi, finora non sono arrivate risposte. Riteniamo fondamentale il confronto con i territori che non vuol dire confrontarsi con i sindaci ma direttamente con i cittadini, i comitati e le associazioni presenti nel territorio", concludono Viglietti e Lopardo.
.jpg?itok=x-anYrfz)













