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Bypass Trento, Salvini non ''difende'' l'opera che esce dal Pnrr e ora sono a rischio anche le tempistiche (sulle quali Fugatti rassicurava tutti fino a pochi giorni fa)

Salvini ha preferito per il Pnrr puntare sul Terzo Valico (opera da 3,4 miliardi che nasce per collegare, in definitiva, la Liguria con la Pianura Padana) e ''scaricare'' la mega infrastruttura che passa nelle terre dell'amico Fugatti, il bypass trentino (progetto da 960 milioni, oltre 900 dei quali dovevano provenire direttamente dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza)

Di Luca Pianesi - 28 novembre 2023 - 18:09

TRENTO. ''Tutte le infrastrutture previste dal Pnrr verranno realizzate. In alcuni casi, è stato deciso di finanziarle con altri strumenti per rispettare i paletti concordati con Bruxelles''. Questa la nota del ministero per le infrastrutture e i trasporti di Matteo Salvini che dovrebbe dare rassicurazioni sul finanziamento del bypass ferroviario di Trento uscito, come da anticipazioni delle ultime settimane, ufficialmente dal Pnrr. Un disastro politico, va detto, che dimostra ancora una volta di più la debolezza del Trentino su scala nazionale dal punto di vista istituzionale e politico. Salvini ha preferito puntare sul Terzo Valico (opera da 3,4 miliardi che nasce per collegare, in definitiva, la Liguria con la Pianura Padana) e ''scaricare'' la mega infrastruttura che passa nelle terre dell'amico Fugatti, per l'appunto, il bypass trentino (progetto da 960 milioni, oltre 900 dei quali dovevano provenire direttamente dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza).

 

''Sulla circonvallazione di Trento - si legge nella nota diffuso dal ministero di Salvini - il finanziamento sarà garantito nel contratto di programma tra Mit e Rfi. Si tratta di una sostituzione di fonti di risorse resa necessaria anche in virtù dell'azione sull'opera da parte della magistratura il cui esito - ancora incerto - potrebbe pregiudicare il completamento dei lavori entro il 2026''. Sembra cadere, quindi, il vincolo temporale per completare l'opera entro il 2026 dichiarazione che va a smentire Fugatti che solo due giorni fa diceva questo, mettendolo nero su bianco in un comunicato stampa: ''Manteniamo un continuo aggiornamento tecnico con i ministeri su questo tema e lo faremo anche nei prossimi giorni e le rassicurazioni che ci hanno fornito confermano sia il finanziamento dell’opera sia le tempistiche e le procedure per la sua realizzazione''.

 

Insomma il Trentino è sempre più periferia e se in sede di Pnrr l'opera da quasi 1 miliardo, strategica per il futuro del territorio e di tutto l'asse del Brennero, non è stata difesa dal Governo ora pare evidente che anche rispetto alle rassicurazioni sulle tempistiche di cui parlava il presidente della Provincia tre giorni fa c'è tutt'altro che da fidarsi. C'è da sperare in Roma, nei ministeri competenti e in Rfi ma certo quanto accaduto è un fatto gigantesco del quale si sta parlando troppo poco mentre la comunità sta alla finestra ad assistere a un presidente della Provincia che non riesce nemmeno a formare la Giunta nonostante abbia vinto le elezioni con oltre il 50% dei consensi dei votanti (che va detto sono stati meno del 60% a dimostrare una disaffezione alla politica sempre più impattante anche sulla selezione della classe dirigente). 

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