Dall’accoglienza all’inceneritore fino alla Valdastico: “Trento per la Lega è il luogo dove scaricare tutto”. L'attacco a Fugatti: "Cinismo politico e incapacità di governo"
A partire dalla Music Arena a Trento sud per poi passare alle decisioni sull'uscita della Valdastico, sul Cpr, sul bypass ferroviario che la Provincia, per non scottarsi le mani, ha scaricato sul Comune. Una serie di questioni che il governatore Fugatti ha deciso di far ricadere sul capoluogo. Paola Demagri: "Non esistono comunità di serie A e comunità di serie B: esiste un Trentino che funziona quando ogni parte del territorio viene rispettata, ascoltata, coinvolta. La Lega di Fugatti, invece, sembra aver scelto una strada completamente diversa"

TRENTO. Negli ultimi anni il rapporto tra la Provincia guidata dalla Lega e la città di Trento sembra essersi trasformato in qualcosa di diverso da una collaborazione istituzionale. Più che una visione di governo, purtroppo, appare una sequenza di scelte che finiscono per scaricare sul capoluogo decisioni controverse e problemi irrisolti.
Dalla zona della Music Arena a Trento sud, all'uscita della Valdastico, ma basta pensare alla decisione di cancellare l'accoglienza diffusa, progetto che un tempo era invidiato da molte zone d'Italia, per concentrare i migranti sul capoluogo mettendo in modo drammatico la pressione sui servizi . Da ultimo la decisione sull'inceneritore.
Una lunga serie di temi che sembrano seguire sempre lo stesso modello: su Trento devono arrivare le scelte più pesanti. E non solo perché stiamo parlando del capoluogo della provincia. Un modo di fare politica distante anni luce da ciò che dovrebbe guidare chi governa.
“Non esistono comunità di serie A e comunità di serie B: esiste un Trentino che funziona quando ogni parte del territorio viene rispettata, ascoltata, coinvolta. La Lega di Fugatti, invece, sembra aver scelto una strada completamente diversa”, ha affermato la consigliera provinciale di Casa Autonomia, Paola Demagri. “Come se i cittadini trentini dovessero 'espiare' una colpa politica per non aver sostenuto abbastanza la Lega nelle ultime due legislature. Il filo rosso di questioni che è difficile da ignorare. Tutto parte da un passato recente: quando Fugatti decise di investire su Vasco e portò via a Trento una terra di valore che, anziché essere calpestata, poteva essere lavorata. Trento subì un primo danno, e forse anche la Provincia, viste le risorse impiegate per la Music Arena, che nella sola stagione 2024 ha generato oltre 2,2 milioni di euro di costi e un disavanzo di circa 2 milioni”.
L'intera maggioranza di centro destra, compreso il Patt che un tempo rivendicava valori ben diversi, ha deciso anche per Cpr che verrà realizzato a Trento: 25 posti, per un costo stimato tra 1,5 e 2 milioni di euro.
“Sull'accoglienza diffusa – prosegue Demagri - la Lega ripete come un mantra di voler eliminare, senza considerare che l’hanno praticata per anni molti Comuni trentini, e nessuno di loro ha mai segnalato criticità tali da richiederne la fine. Ma Lega & Company hanno deciso che i profughi debbano essere concentrati tutti a Trento”.
La Lega ha riesumato anche la vecchia storia della Valdastico, bocciata da tutti tranne che dai veneti. L’ultima uscita del governatore Fugatti è che l’eventuale prolungamento della A31 dovrebbe sbucare proprio su Trento.
Nell’elenco rientra anche il bypass ferroviario: 13 chilometri di nuovo tracciato, quasi 10 dei quali in galleria, una mega opera voluta dallo Stato tramite RFI che la Provincia, per non scottarsi le mani, ha scaricato sul Comune, lasciandogli in carico viabilità, impatto ambientale, urbanistica, interlocuzioni e tutte le problematiche gestionali.
E ora, la ciliegina sulla torta: l’inceneritore. “Anche questo, naturalmente, a Trento. Una scelta che parte già zoppa, perché il Comune non potrà decidere né dove collocarlo né quale sia la soluzione migliore per la gestione e la chiusura del ciclo dei rifiuti. Parliamo di un impianto da 194 milioni di euro, che diventano 315 milioni considerando l’intero ciclo ventennale”
Una sequenza impressionante, che non può essere liquidata come una coincidenza, le questioni spinose e problematiche di vario genere che sono state fatte ricadere sulla città di Trento.
“Io ci vedo molto cinismo politico e una preoccupante incapacità di governo. Sembra quasi una strategia in vista del 2028” spiega Demagri: “trasformare Trento nel bersaglio su cui scaricare problemi, tensioni e scelte impopolari, così da indebolire qualsiasi voce critica o alternativa politica che possa emergere dalla città. Da cittadina e da amministratrice sono frastornata da questo modo di procedere. Prendo le distanze da una modalità di governo che non costruisce, non dialoga, non rispetta i territori. Vengo dalle Valli e so bene che un territorio vive solo quando città e paesi camminano insieme. I territori sono risorse e non pedine da muovere a proprio piacimento”.












