Migranti e lavoratori al gelo, Demagri: "Da Fugatti tanta indifferenza". Poi l'attacco: "Sta rispondendo a logiche politiche lontane dai bisogni reali dei trentini?"
La consigliera di Casa Autonomia ha depositato un'interrogazione con la quale chiede alla Giunta di chiarire quale modello di comunità intenda perseguire: se uno fondato sulla tutela della dignità umana, garantendo un’accoglienza minima e continuativa; oppure uno in cui il diritto a non dormire all’addiaccio dipende da soglie termiche e decisioni discrezionali

TRENTO. “Io mi indigno di fronte a tanta indifferenza. È legittimo chiedersi se il Presidente Fugatti non stia rispondendo a logiche e patti politici che nulla hanno a che fare con i bisogni dei trentini”. Le parole arrivano dalla consigliera provinciale di Casa Autonomia, Paola Demagri in merito alle persone costrette a dormire all'addiaccio e che hanno trovato riparo sotto le pensiline della stazione Trento-Malé e non solo. (Qui l'articolo)
Migranti che sono stati lasciati fuori dai progetti di accoglienza ma anche lavoratori senza una casa perché gli affitti sono troppo alti. E' una situazione drammatica quella che si sta ancora una volta vivendo in città.
“La presenza crescente di persone costrette a dormire all’aperto, nel gelo – spiega Demagri - è il segno più evidente di un degrado umano che non appartiene alla nostra comunità. Trento è sempre stata una città accogliente, attenta alle fragilità, capace di coniugare responsabilità sociale e umanità”.
Oggi, invece, assistiamo ancora una volta al risultato di scelte politiche che hanno smantellato un modello di accoglienza diffusa costruito negli anni e riconosciuto come efficace. “È difficile comprendere – continua la consigliera di Casa Autonomia - come il Presidente della Provincia e chi lo sostiene possano considerare accettabile una situazione in cui la possibilità di dormire al caldo o al freddo dipende da un 'contingentamento delle temperature'. Non è così che si tutela la dignità delle persone, soprattutto di chi si trova sul nostro territorio per ragioni internazionali e non ha una fissa dimora. Passare accanto a chi è costretto a dormire per terra, al gelo, senza una risposta minima a un bisogno primario, genera un disagio profondo. E non posso non pensare a come reagirei se fossi al loro posto”.
Una gestione che, purtroppo, sta aumentando il disagio sociale ma rischia anche di alimentare tensioni e sofferenze evitabili. “Sono convinta che nell’intero sistema che riguarda immigrazione, Cpr, senzatetto e politiche correlate ci siano zone d’ombra, dinamiche poco trasparenti e interessi che non vengono dichiarati. È legittimo chiedersi se il Presidente Fugatti non stia rispondendo a logiche e patti politici che nulla hanno a che fare con i bisogni dei trentini” continua Demagri che rivendica un modello chiaro, serio e responsabile: quello dell’accoglienza diffusa, della presenza immigratoria regolare, controllata, organizzata, impegnata, responsabile, utile alla comunità, lavoratrice e rispettosa delle regole.
“Un modello che non è buonismo, ma capacità amministrativa. Un modello che previene il degrado, tutela la sicurezza, rafforza la coesione sociale e permette a tutti – cittadini e nuovi arrivati – di vivere in un contesto ordinato, umano e civile”.
La richiesta è quindi di un “un cambio di passo immediato”. “Non servono soluzioni tampone né annunci stagionali: serve una scelta politica chiara, che rimetta al centro la dignità delle persone e la responsabilità istituzionale verso chi vive una condizione di estrema fragilità”.
La consigliera Paola Demagri ha depositato una interrogazione con la quale chiede alla Giunta di chiarire quale modello di comunità intenda perseguire: se uno fondato sulla tutela della dignità umana, garantendo un’accoglienza minima e continuativa; oppure uno in cui il diritto a non dormire all’addiaccio dipende da soglie termiche e decisioni discrezionali. Chiede inoltre al presidente della Provincia di dichiarare pubblicamente quale sia l’indirizzo politico che guida la scelta di lasciare persone senza riparo, e se questa impostazione risponda a valutazioni autonome o a impegni assunti con forze politiche esterne al Trentino.












