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Trento
13 marzo | 12:01

Scontro sul bilancio della Provincia, Manica e Zanella attaccano: “4,6 miliardi in cassa mentre i Comuni aspettano risorse”

L'intervento dopo le parole della sezione di controllo della Corte dei Conti che ha parlato di un progressivo incremento delle giacenze di cassa 

TRENTO. “Questi dati palesano l'incapacità di questa Giunta provinciale di governare e di gestire la spesa. E' ora che i Trentini aprano gli occhi e capiscano che la Politica non può essere fatta solo di narrazioni, senza che si vedano mai i fatti”. L'opposizione attacca il governatore Fugatti dopo i dati che sono stati illustrati nelle scorse ore e che riguardano la giacenza di cassa del bilancio provinciale che è arrivata alla cifra di 4,6 miliardi di euro.

 

"Sintomo di una criticità nella gestione delle risorse disponibili” ha spiegato la Corte dei Conti nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.

 

Una cosa mai vista nella nostra Provincia e in continuo aumento” continuano il capogruppo del Pd in consiglio provinciale Alessio Manica e il consigliere Paolo Zanella a fronte della quale la Pat ha spiegato che deriverebbe da “decisioni di spesa in conto capitale che non hanno ancora determinato la relativa uscita di cassa".

 

Una strategia, denuncia il Pd, che viene portata avanti con l'annuncio di grandi opere che però non vengono mai realizzate, che ingessa il bilancio e la crescita del territorio.

 

“Perché è inutile che ad ogni bilancio – spiegano Manica e Zanella - Fugatti venga a raccontarci che il Trentino cresce grazie alle grandi opere perché per trasformare un progetto in Pil i soldi bisogna spenderli e non accantonarli in cassa, quando i Comuni avrebbero bisogno di maggiori trasferimenti per opere di manutenzione del territorio che non riescono più a realizzare”.

 

Il Pd si rivolge quindi ai trentini denunciando una “palese incapacità di gestione” da parte del governo Fugatti. “Un fatto però è lì, lampante: 4,6 miliardi delle loro tasse sono fermi, molti ormai da anni, in parte sottratti alla spesa corrente (perché quando cumuli tutte quelle risorse ogni anno, significa che avresti margine per aumentarla) per il sostegno all'accesso alla casa, per l'aumento dell'assegno unico, per migliorare la sanità e per maggiori risorse ai Comuni”.

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