"Ricordiamo con gioia il tuo primo giorno di scuola. Sarai per sempre un angelo", il commosso addio a Mattia, morto dopo 9 anni di coma per il formaggio a latte crudo contaminato
La comunità si è stretta in un abbraccio alla famiglia di Mattia Maestri, il bimbo che ha trascorso 9 anni in stato vegetativo dopo aver mangiato un formaggio a latte crudo contaminato. Il ricordo delle maestre: "Ci hai ricordato il valore profondo della vita e ricordiamo con gioia il tuo primo giorno in classe. Sarai sempre un amico e sarai quella speciale calamita che ci farà restare uniti nel ricordo degli anni trascorsi assieme a scuola"

PREDAIA. Un addio commosso a Mattia Maestri, morto dopo aver trascorso 9 anni in stato vegetativo a causa di una grave infezione da escherichia coli contratta dopo aver mangiato un formaggio a latte crudo contaminato. La comunità si è stretta ancora di più alla famiglia in questo momento di enorme dolore.
"Quello di Mattia è stato un calvario - il commento di don Raymond Marcieca - non ha avuto il tempo di peccare e resterà per sempre un angelo".
Tantissime le persone che non sono volute mancare al funerale di Mattia, una folla si è radunata anche all'esterno della chiesa parrocchiale di Coredo. Una vita che si è spezzata troppo presto e dopo tanta, troppa, sofferenza per il piccolo e per la sua famiglia che l'ha assistito ogni giorno senza sosta e senza poter far nulla.
"Ci hai ricordato il valore profondo della vita e ricordiamo con gioia il tuo primo giorno in classe", la testimonianze delle maestre. "Caro Mattia, sarai sempre un amico e sarai quella speciale calamita che ci farà restare uniti nel ricordo degli anni trascorsi assieme a scuola".
Al termine della funzione il padre di Mattia ha caricato feretro sul carro funebre, accolto da un applauso. Presente Giuliana Cova, sindaca di Predaia, mentre non c'è stato nessun esponente della Provincia, esplicitamente invitata a non partecipare alla cerimonia.
Un ultimo saluto che non chiude la battaglia che Giovanni Battista Maestri porta avanti nel nome del figlio per informare sulla pericolosità dei formaggi a latte crudo per i minori di 10 anni, le donne in gravidanza e le fasce deboli.
Una vicenda terribile che inizia il 4 giugno 2017 quando Mattia di soli 4 anni mangiò un pezzetto di un formaggio a latte crudo contaminato dal batterio dell'Escherichia coli, una merenda che provocò la Sindrome emolitico - uremica (Seu), la conseguenza più grave e letale (per un bambino), causata dalle "Shiga - tossine" (Stec). Da allora ha trascorso la vita in stato vegetativo fino a domenica 2 agosto con l'annuncio della morte.
La vicenda approdò fin da subito nelle Aule di giustizia, con epilogo a marzo 2025 alla Quarta sezione della Corte di Cassazione (Qui articolo), quella che si occupa dei reati colposi, che aveva confermato le condanne per lesioni gravissime a carico dell'allora presidente del caseificio e del casaro e ribadito - in maniera definitiva - l'esistenza del nesso di causalità - già emerso durante i primi due gradi di giudizio - tra l'assunzione del formaggio e la Seu.
Ora con la scomparsa di Mattia si apre un ulteriore capitolo giudiziario. I legali della famiglia, gli avvocati Paolo Chiariello e Monica Cappello, intendono procedere con l'accusa di omicidio colposo: "Chiederemo l'aggravante della colpa cosciente", le parole a il Dolomiti. "Il bimbo è morto in nome di una scellerata pratica produttiva e commerciale" (Qui articolo).
Un impegno del padre che è continuato incessante anche all'esterno delle Aule del tribunale. In questi lunghi e difficili anni Maestri, infatti, ha trasformato questo tremendo avvenimento in un'attività di sensibilizzazione sul tema della sicurezza alimentare legata al consumo di formaggi a latte crudo. Tra le iniziative anche la pubblicazione del volume "La verità sui percoli dei formaggi a latte non pastorizzato", un lavoro che è stato presentato nei mesi scorsi al Senato.














