Pnrr e bypass: con l'approvazione del Terzo Valico saltano i fondi del Piano per la circonvallazione di Trento?
Secondo alcune indiscrezioni pubblicate negli ultimi giorni, il Governo avrebbe deciso di stralciare il mega-progetto da 960 milioni dal totale di fondi garantito dal Pnrr

TRENTO. Niente di ufficiale, al momento, ma il dubbio circola: la circonvallazione ferroviaria di Trento uscirà dal totale dei fondi garantiti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza? Nel delicato equilibrio sui progetti da finanziare dai fondi europei, infatti, il capitolo che sta attualmente impegnando maggiormente gli uffici romani è proprio quello relativo alle opere ferroviarie e, da quanto emerso, nella lista sarebbero due le progettualità in bilico: il Terzo Valico (opera da 3,4 miliardi che nasce per collegare, in definitiva, la Liguria con la Pianura Padana) e, per l'appunto, il bypass trentino (progetto da 960 milioni, oltre 900 dei quali direttamente dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza).
É recente però la notizia della conferma, da parte del governo, del finanziamento europeo per il Terzo Valico con un utilizzo dei fondi Pnrr, scrive Repubblica citando fonti del Mit: “Totalmente confermati”. A rimanere esposta, a questo punto, potrebbe essere quindi l'opera trentina e c'è già chi, come Giorgio Santilli sul Foglio di ieri, la dà fuori dal totale di finanziamenti garantiti dal Pnrr. “Canta vittoria – si legge – Matteo Salvini: è riuscito a salvare l'Alta velocità Genova-Milano evitando lo stralcio del Pnrr che ha proposto insistentemente per due settimane il ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto”.
Nella partita con il ministro delle Infrastrutture però, si legge ancora sul Foglio, Fitto non esce comunque a mani vuote: “E Salvini tace il prezzo da pagare del salvataggio del Terzo valico. Lo stralcio dell'altra grande opera ferroviaria del nord, la Circonvallazione di Trento. Non poco, 930 milioni di Pnrr (cui si aggiungono 290 milioni di compensazioni extra-costi coperti con i fondi nazionali). Andrà avanti senza i fondi europei, con tempi compatibili con i ritardi accumulati sul territorio. L'opera, appaltata a un consorzio guidata da Webuild, aspetta ora il progetto esecutivo e i problemi sul territorio non mancano. Dopo la Roma-Pescara e i due lotti della Palermo-Catania, è la terza vittima ferroviaria delle difficoltà del Pnrr”.
Dichiarazioni ufficiali, come detto, ad ora non ce ne sono ma se l'ipotesi dovesse essere confermata sono parecchi gli scenari (e i dubbi) che andrebbero affrontati: innanzitutto da dove arriverebbero le coperture necessarie e quali sarebbero le tempistiche aggiornate (visto che nell'ambito del Pnrr le progettualità devono necessariamente concludersi entro il 2026, ma il vincolo evidentemente sparirebbe nel momento in cui l'opera non rientrasse più tra quelle finanziate dal Piano. Il rischio infatti è che i tempi di realizzazione si dilatino sensibilmente nel momento in cui i finanziamenti venissero garantiti dal fondo ordinario di Rfi, senza una data prestabilita di conclusione).
Da parte sua Palazzo Geremia conferma come, nell'ambito della revisione delle opere ferroviarie prevista per il Piano, la verifica fatta dagli uffici garantirebbe la possibilità di concludere, a livello tecnico, il progetto entro il 2026. Diverso. come anticipato, è però il discorso da un punto di vista politico (nonostante le rassicurazioni sul progetto che il ministro Salvini aveva dato, all'inizio del mese scorso, durante un incontro all'Itas forum di Trento). La conferma in una direzione o nell'altra, a questo punto, dovrà arrivare dal governo: se i finanziamenti europei per il progetto dovessero effettivamente saltare, però, il dato di fatto che è di quei fondi al Trentino rimarrebbe ben poco.













