Contenuto sponsorizzato
Belluno
26 maggio | 09:54

Salvini taglia sulla sicurezza stradale per finanziare il ponte sullo Stretto. La provincia di Belluno perde oltre 6 milioni di euro

Oltre 2 milioni di euro in meno per la manutenzione straordinaria delle strade bellunesi (e oltre 26 milioni in Veneto). Si passa infatti da 3.2 milioni assegnati per il 2025-2026 a 968.546 euro, ma guardando al 2028 spariscono altri 3,9 milioni. Stesso discorso a livello nazionale, con le province già in difficoltà per i ritardi nell’erogazione del Pnrr: l’Upi chiede un tavolo di crisi a Salvini, che intanto però pensa al ponte sullo stretto.

BELLUNO. Oltre 2 milioni di euro i fondi in meno per la manutenzione straordinaria delle strade bellunesi (e oltre 26 milioni in tutto il Veneto). Una riduzione del 70%: si passa da 3.228.488 euro assegnati per gli anni 2025-2026 a 968.546 euro. “La sicurezza sulle nostre strade è messa a dura prova. La Provincia ha da tempo dovuto mettere mano al portafogli per far fronte ai tagli dei trasferimenti statali: ovviamente questo significa che sono state dirottate risorse destinate ad altre funzioni. Adesso che la coperta è ancora più corta, non sarà facile” commenta Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno.

 

A lanciare l’allarme è tutta l’Unione delle province d’Italia (Upi), che nei giorni scorsi ha dovuto prendere atto del drastico taglio di 385 milioni di euro imposto dalla Legge di bilancio e dal Milleproroghe. La sicurezza delle strade provinciali è così messa a rischio. In tutto, dal 2025 al 2036 sono 1,7 i miliardi sottratti alla rete viaria “per finanziare - ribadisce a margine dell’assemblea nazionale Upi il presidente Pasquale Gandolfi - la costruzione di un’unica opera: il ponte sullo stretto di Messina. È inoltre molto grave che si siano tagliate risorse per gli investimenti degli anni 2025 e 2026, bloccando cantieri già previsti e concordati con lo stesso ministero”. Da mesi l’Unione chiede invano risposte a Salvini e l’assemblea ha dato mandato a Gandolfi di sollecitare ancora l’apertura immediata un tavolo di crisi al Ministero, affinché si proceda intanto a ritrovare i 385 milioni sottratti per il 2025 e 2026.

 

Criticità che non risparmiano ovviamente il nostro territorio. Per il 2025 e 2026 il taglio disposto per il Bellunese vale 2.259.942 milioni e il discorso non cambia guardando al futuro: le risorse assegnate per il periodo 2025-2028 ammontavano a 8,1 milioni, ma con il taglio di 3,9 milioni restando non più di 4,2 milioni. “Pochissime risorse - prosegue Padrin - a fronte di una rete stradale di quasi 700 chilometri che va manutentata con continuità. Ricordo che fino al 2011 arrivavano dallo Stato 15 milioni di euro ogni anno per la viabilità provinciale, poi la spending review ha abbassato la cifra. Inoltre, dalla legge Delrio le risorse sono state completamente azzerate, vale a dire che per anni non abbiamo ricevuto niente. Poi qualcosa è arrivato, ma il calcolo rapido è disarmante: dalla Delrio in avanti abbiamo infatti portato avanti la gestione ordinaria delle strade dovendo fare a meno di circa 130 milioni di trasferimenti statali. Con il presidente nazionale e la struttura dell’Upi abbiamo iniziato un lavoro per chiedere al governo misure in grado di compensare i tagli e garantire sicurezza alle strade e a chi le percorre, soprattutto in montagna”.

 

A ciò si aggiungono i ritardi sull’erogazione delle risorse Pnrr. Secondo Upi, le Province hanno concluso già quasi 400 progetti e più di 700 sono in stato avanzato di esecuzione, per una spesa complessiva di oltre 1 miliardo e 800 milioni. Tuttavia, il flusso dei trasferimenti è molto rallentato: al 2024, dei 2,9 miliardi assegnati alle Province ne risultava pagato appena il 20% (circa 620 milioni). “Abbiamo evidenziato al ministro Foti - ribadisce Gandolfi - la necessità di norme di semplificazione e di accelerazione dei flussi finanziari. Il problema più gravoso sono le risorse proprie che le Province hanno dovuto destinare in aggiunta allo stanziamento Pnrr per completare le opere: un totale di almeno 150 milioni di extracosti sugli investimenti per l’edilizia scolastica. Per questo abbiamo chiesto che nella conversione del decreto-legge Pnrr all’esame in Senato si introducano gli elementi di semplificazione necessaria per accelerare il flusso dei pagamenti, e che una parte delle risorse destinate all’edilizia scolastica non utilizzate sia assegnato alla copertura degli extra costi rendicontabili delle Province”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Montagna
| 22 giugno | 15:06
Brutto episodio in Lagorai, a Cima Cece. Lo sfogo del "custode": "Non tutta quella che va in montagna è bella gente..."
Cronaca
| 22 giugno | 15:01
L'incidente è avvenuto nella zona di Malga Cimana. L'uomo era in compagna del figlio, quando è caduto, sbattendo la testa. I vigili del fuoco di [...]
Cronaca
| 22 giugno | 15:11
L'allarme è scattato nella tarda mattinata di oggi (22 giugno) nella zona di Mezzaselva, in Alto Adige: sul posto si sono portati tempestivamente [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato