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Belluno
29 luglio | 18:05

"Alemagna, fondi dal governo prima che a Olimpiadi concluse si 'spengano le luci' su di noi". Ma la Provincia sceglie una formula "più ecumenica e congeniale a tutti"

Si è tenuto a San Vito il Consiglio provinciale di oggi, martedì 29 luglio, per dimostrare vicinanza alla luce degli eventi di queste settimane. Protagonista è ancora l’Alemagna, tra soldi che mancano per la messa in sicurezza e riflessioni (non proprio attinenti) in ladino. Tra i punti all’ordine del giorno, la proposta di Sindi Manushi di chiedere finanziamenti al governo già con la prossima legge di bilancio, ma alla fine si opta per una formula “più congeniale alle diverse sensibilità politiche”

SAN VITO DI CADORE. Si è tenuto a San Vito il Consiglio provinciale di oggi, martedì 29 luglio, una decisione che il presidente Roberto Padrin definisce “occasione di vicinanza, oltre al percorso condiviso in queste settimane con incontri e sopralluoghi”. Presenti anche i sindaci locali, con l’Alemagna che torna inevitabilmente protagonista della discussione, tra soldi che mancano per la messa in sicurezza e riflessioni in ladino.

 

A esordire sono i sindaci di San Vito, Franco De Bon, e Cortina, Gianluca Lorenzi, il quale promette che il nodo viabilità sarà primario nei suoi prossimi incontri con i ministri. A farla da padrone è proprio il grido d’aiuto ai piani alti, dopo la lettera inviata ieri a Salvini e Zaia dalla Provincia. Sul tema interviene ora la consigliera Sindi Manushi, nonché sindaca di Pieve di Cadore. “Inizialmente ero scettica - afferma - sulla decisione di venire a San Vito, ma oggi ho pensato che a tutti i consiglieri poteva far bene capire cos’è l’Alemagna in questi giorni. Una strada martoriata da problemi annosi, che noi terra di pendolari viviamo ogni giorno. Per questo sono ancora più convinta che dobbiamo dimostrarci uniti sia in rappresentanza degli interessi dei bellunesi sia per il taglio che vogliamo dare a questa provincia”.

 

La proposta avanzata da Manushi riguarda l’approvazione di un ordine del giorno nel quale il Consiglio chiede all’unanimità un intervento urgente e immediato di governo e Regione per la messa in sicurezza definitiva della statale 51, stanziando le risorse già entro la prossima legge di bilancio. Secondo la consigliera serve infatti fermezza. “Siamo arrivati a un punto difficile - spiega - e dobbiamo chiedere che sia fatto il possibile: non significa fare i capricci o battere i pugni, ma ottenere misure per l’incolumità delle persone. E dobbiamo farlo subito, facendo leva sulle Olimpiadi affinché, una volta concluse, non si spengano le luci su di noi e l’Alemagna”.

 

La replica arriva dalla vicepresidente, che divide il suo intervento tra l’italiano e il ladino. "Ringrazio il gruppo di minoranza - risponde Silvia Calligaro - ma ricordo che tutti i consiglieri di maggioranza si stanno spendendo sulle materie di competenza, anche rispetto a zone per loro sconosciute. Da unica rappresentante di maggioranza delle terre alte, trovo sponda in colleghi che vivono in aree dove le difficoltà sono diverse. Tante volte quindi il discorso da passionarie in Consiglio o sui social non è necessariamente veritiero rispetto al lavoro che viene fatto. Votare un ordine del giorno all’unanimità e avere una risposta formale va benissimo, ma nel frattempo vi garantisco che le azioni vengono fatte anche dietro le quinte". E ci mancherebbe, visto che qualsiasi politico risponde per tutto il territorio dell’ente di cui fa parte, indipendentemente da dove risiede.

 

Ma della provincia Calligaro sottolinea le battaglie che, a suo dire, sono l’unico modo per risultare specifici. “Ho l’onere e l'onore di essere l’unica consigliera ladina. La lingua delle istituzioni - afferma, in ladino - è quella italiana, ma se imparassimo a creare ogni documento in doppia lingua sarebbe una fortuna per tutti. Dobbiamo essere orgogliosi della nostra storia e quando riusciamo a portare avanti lingua e cultura riusciamo anche ad avere voce in capitolo. Oltre all'ordine del giorno sulla viabilità, dovremmo quindi riappropriarci dell'orgoglio di essere una minoranza linguistica, cioè di avere una specificità”.

 

Comprensibile e quasi scontata la conclusione di Manushi. “Per quanto riguarda chi fa - afferma - sono sindaca di un comune coinvolto in qualsiasi tavolo e tutti i giorni mi occupo di viabilità perché Tai è uno snodo per tutto il Cadore, dal cartello sbiadito agli incidenti sul ponte Cadore, per cui tutti nel nostro ruolo mettiamo grande impegno. Dobbiamo quindi arrivare uniti in questo consesso e dare un segnale unitario senza spaccare il capello né porre virgole, cosa che in questo momento storico è eccessiva”.

 

La proposta è stata infine approvata apportando alcune modifiche “per mettere tutti d’accordo - riferisce Manushi - perché era importante uscire con un testo unico, nonostante le diverse sensibilità politiche. Abbiamo quindi inserito nelle premesse la lettera di ieri e un finanziamento per Cancia e modificato la parte in cui si chiede un finanziamento entro il 31 dicembre 2025, scegliendo una formula più ecumenica e congeniale a tutti”. Cioè mettere a bilancio il finanziamento per l’Alemagna “possibilmente includendolo nella prima programmazione utile”. Insomma: un intervento urgente, visto che metà provincia sta crollando assieme alla statale, ma solo quando possibile.

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