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Belluno
16 luglio | 18:18

Frane sull’Alemagna: dibattito acceso sul nodo viabilità. L’ex sindaco Ghedina: “Cortina deve promuovere soluzioni sfruttando l'opportunità delle Olimpiadi”

“Mi auguro che il sindaco Lorenzi, con l’opportunità delle Olimpiadi, si faccia promotore di iniziative concrete e che già ieri a Venezia, all’incontro con Salvini, abbia colto l’occasione per parlarne”. Interviene sulla questione frane e viabilità anche l’ex sindaco di Cortina Gianpietro Ghedina, che auspica l’intervento del Comune. Replica la consigliera Roberta De Zanna: “Da sempre tutte le amministrazioni hanno privilegiato gli investimenti volti a velocizzare l'Alemagna, a scapito della sua messa in sicurezza”

CORTINA D’AMPEZZO. “Ritengo che, ancora una volta, Cortina debba mettersi a capofila per trovare soluzioni nel breve, medio e lungo periodo. Mi auguro che il sindaco Lorenzi, con l’opportunità delle Olimpiadi, che può aprire tutte le porte e forse anche tutte le strade, si faccia promotore di iniziative concrete e che già ieri a Venezia, all’incontro con Salvini per la presentazione delle medaglie olimpiche, abbia colto l’occasione per parlarne. Su questo ho forti dubbi, ma ritengo che il Paese non possa attendere la titubanza e l’improvvisazione di taluni nostri amministratori pubblici”.

 

Così l’ex sindaco di Cortina, Gianpietro Ghedina, interviene con un post sul suo profilo social sulla vicenda frane. “Mi ero ripromesso di non intervenire - scrive - ma a quanto pare la questione viabilità sulla principale strada di accesso per e da Cortina, la SS 51 di Alemagna, sta assumendo contorni che da problematici stanno diventando drammatici per lavoratori, per famiglie residenti, per la sanità (ci si può mettere anche 3 ore per arrivare all’ospedale del capoluogo) e per l’economia delle nostre aziende”.

 

La chiusura dell’Alemagna nelle scorse settimane, in seguito alle colate detritiche a San Vito di Cadore, ha infatti causato notevoli disagi soprattutto ai lavoratori che dal Cadore raggiungono quotidianamente Cortina, al punto da arrivare a ventilare la possibilità di uno sciopero generale da parte di circa 1.500 persone (qui l’articolo). Al momento la strada è aperta con orario 6-20, mentre continua il monitoraggio del Marcora e delle condizioni meteo, che non si esclude possano innescare nuovi fenomeni.

 

Il dibattito intanto rimane acceso. Il Dolomiti ha raccolto ad esempio l’opinione del geologo Gianolla, secondo il quale è necessario ripensare l’intero modello di sviluppo della montagna, sia sul fronte viabilità sia delocalizzando alcuni insediamenti nelle zone più a rischio. Quali invece le soluzioni proposte da Ghedina? “Nel breve periodo - prosegue l’ex sindaco - l’esercito e la dichiarazione di calamità nazionale sono necessari. Nel breve-medio, la sistemazione anche con asfaltatura della strada sulla destra orografica del Boite, utilizzabile poi da lavoratori e da mezzi pubblici (a chi si scandalizza per l'asfaltatura di una strada forestale ricordo che le strade per Ra Stua, le 5 Torri e Malga Federa, zone ambientalmente più delicate, sono asfaltate da anni senza levata di scudi alcuna). Sul lungo periodo, una viabilità con la realizzazione di un viadotto/galleria tra Cortina e San Vito non è più rinviabile. Le risorse ci sono e se il governo non ne mette di nuove, sarebbe un bel gesto se fosse il Comune di Cortina a concorrere stralciando un inutile lotto della nuova viabilità, il lotto 1 (la Riva Apollonio da 50 milioni di euro): una bretella di penetrazione a sud dell’abitato di Cortina inutile e impattante con le modifiche apportate post 2021”.

 

A commentare il post è Roberta De Zanna, consigliera comunale per Cortina Bene Comune. “Le riflessioni dell'ex sindaco Ghedina - replica De Zanna - meritano di essere valutate e discusse senza però dimenticare due cose. La variante sotto Via delle Guide Lotto 1, ora giudicata inutile e impattante, è un progetto che risale ai Mondiali 2021 quando il sindaco era lui e non mi risulta abbia mai espresso un parere contrario. Inoltre, da sempre tutte le amministrazioni hanno privilegiato quegli investimenti volti a velocizzare la 51 d'Alemagna, a scapito della sua messa in sicurezza: perciò siamo arrivati a questa situazione. Non ci si rifà la verginità con un post su Facebook”.

 

Il dibattito sembra dunque destinato (fortunatamente) a continuare, nella speranza che stimoli interventi concreti a tutela del futuro dei residenti.

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