Le Olimpiadi fanno tappa a Belluno, ma le sedie sono vuote: “Freddo entusiasmo a 50 giorni dall’inizio”. Fornite informazioni su viabilità, trasporti e apertura delle piste
Si è svolto l’incontro di Fondazione Milano Cortina 2026 con la città di Belluno: tanti gli slogan, poca la partecipazione. E sono state fornite alcune informazioni sul sistema trasporti, sulla viabilità e sull’accesso alle piste per i frequentatori abituali

BELLUNO. “Da bellunesi vivremo l’evento con un occhio di riguardo e di chi si sente fortunato a godere del più grande spettacolo sportivo del mondo nel giardino sotto casa”. Si apre con molta enfasi l’incontro con la cittadinanza bellunese di Road to Milano Cortina: ma tra tanti slogan, la partecipazione è minima. L’incontro è stato promosso per fornire indicazioni sui giorni dell’evento e “rendere la cittadinanza parte attiva”, ma molte sedie del Teatro Giovanni XXIII sono rimaste vuote.
“Devo notare - esordisce Roberto Padrin, presidente della Provincia - l’entusiasmo freddo di questa sera. Auspicavo più partecipazione, ma si vede che è questo il termometro che stiamo vivendo a 50 giorni dalle Olimpiadi. Stasera vogliamo però costruire un percorso di avvicinamento e una presa di coscienza di cosa ci aspetterà. Mi auguro che sapremo raccogliere i frutti nel post Olimpiadi, ma dobbiamo nel frattempo supportare Cortina, una comunità di 5.000 anime che sta organizzando un evento planetario e ha bisogno del sostegno e dell’entusiasmo di tutti”.
Interviene da remoto anche Giovanni Malagò, presidente di Fondazione Milano Cortina 2026, che prosegue nelle lodi all' organizzazione: “Passo molto tempo - afferma - a rispondere sulle problematiche del vostro territorio. Purtroppo nel nostro Paese esistono da sempre dinamiche per cui le tempistiche non sono rispettate: e non è certo colpa dei soggetti che si stanno adoperando”.
E come esempio (non proprio azzeccato) cita la sanità, tema in cima alle preoccupazioni dei bellunesi e non solo. “Se un ospedale - prosegue Malagò - deve aprire il 1 dicembre 2018 e apre il 1 dicembre 2019 è spaventoso, ma le persone andranno a curarsi altrove. Nel nostro caso, invece, se te lo consegnano il 2 dicembre 2018 siamo già rovinati: il 6 febbraio 2026 abbiamo appuntamento con 2,5 miliardi di persone e solo lo sport ha questa imprescindibilità, perciò servono buon senso, pazienza, e andare oltre certe dinamiche”.
Malagò cita anche le recenti notizie sull’avanzamento delle opere, vere sì ma a modo loro: “Quando leggo sui giornali - prosegue - che solo il 30% delle opere sono completate, so che è la verità ma al tempo stesso è una cosa non vera. Ci sono infatti opere che, a differenza di quelle imprescindibili, sono sinergiche e opere considerate importanti ma cantierate quando non c’erano il Covid, l’aumento dei costi, e tutte le problematiche poi emerse. Se quindi gli impianti sportivi devono essere allestiti per il 6 febbraio, altre opere arriveranno dopo, ma senza Olimpiadi e Paralimpiadi questa quantità di investimenti non sarebbe mai arrivata”. Insomma, è sempre responsabilità di qualcun altro.
Traffico, trasporti e accesso a Cortina
In tutto ciò, qualche informazione è poi arrivata. Vediamo quelle utili ai cittadini. Cortina non sarà blindata, ma avrà un perimetro delimitato dalle misure di sicurezza. Chiunque potrà accedervi anche senza pass, perché i limiti sono sui mezzi privati (per i quali servono specifici pass): via libera quindi all’arrivo con quelli pubblici, grazie al potenziamento dei trasporti ferroviari tra Venezia, Ponte nelle Alpi e Calalzo e della linea 30 dell’autobus Calalzo-Cortina. I filtri al traffico saranno invece a Dogana vecchia, Pocol, Carbonin, Rio Gere.
Per il sistema trasporti, due le direttrici: da un lato, gli addetti ai lavori avranno a disposizione 140 mezzi, attivi dal 23 gennaio. Le linee si snodano fino a Falcade, Auronzo, Val Pusteria, Longarone - mentre i depositi si trovano uno a Longarone, uno a 4 km a sud di Cortina e uno in zona Dobbiaco. Dall’altro lato, gli spettatori, dei quali ci si aspetta che solo il 10-15% si trovi già a Cortina. Ci saranno 3.500 posti auto in cinque aree parcheggio, mentre Dolomitibus si affida a operatori terzi per una flotta di circa 100 bus: parliamo di punte di 12mila spettatori nelle giornate più intense, ma c’è piena garanzia che il trasporto pubblico locale non sarà toccato.
Infine le opere, ormai ben note: lo stadio del ghiaccio, con nuovi ascensori, spogliatoi e maggiore attenzione all’accessibilità; lo sliding center, nel quale non è mai di troppo ribadire che ci sono “programmazione, tecnologia, futuro e orgoglio del territorio”; e il villaggio olimpico, in funzione dal 28 gennaio al 17 marzo. Restano aperte anche le piste da sci: apertura totale fino al 12 gennaio, quando chiuderanno le piste Olympia delle Tofane e Labirinti. Il 26 gennaio entra in funzione il perimetro di sicurezza e, fino al 15 marzo, il versante Tofane non sarà accessibile.












