Alemagna: traffico in tilt per un cartello sbiadito. La sindaca Manushi: “Comprensibili gli intoppi, ma la politica deve prendersi le responsabilità, non solo tagliare nastri”
La sindaca Sindi Manushi interviene con una riflessione sulle responsabilità della politica dopo la coda che si è creata a Pieve di Cadore e verso Auronzo a causa del cartello di chiusura dell’Alemagna che era sbiadito, inducendo gli automobilisti a ritenere la strada non percorribile: “Bisogna anche avere l’onestà intellettuale di dire che la cartellonistica non è l’unico problema dell’Alemagna”

PIEVE DI CADORE. “La politica è anzitutto responsabilità. E nel bene o nel male, se si fa politica, le responsabilità tocca prendersele”. Affida al suo profilo social un’amara riflessione dopo quanto accaduto lungo l’Alemagna Sindi Manushi, sindaca di Pieve di Cadore.
Nella giornata di ieri, infatti, la sindaca segnalava il crearsi di una coda dal ponte Cadore a Tai per la presenza di un semaforo per lavori alla circonvallazione tra Pieve e Calalzo. La coda è stata causata anche dal fatto che, sul cartello che indica l’Alemagna chiusa, si erano lavate le scritte indicanti il solo orario notturno di chiusura. Di conseguenza, pensando che la strada non fosse percorribile, le automobili si stavano dirigendo verso Auronzo per raggiungere Cortina. Inoltre, era congestionato anche il centro di Pieve di Cadore. Successivamente, con la sistemazione della segnaletica e l’intervento delle forze dell’ordine, il traffico è tornato alla normalità.
“Ho letto tutti i commenti sotto al mio post - scrive Manushi - e tutti si concentrano sull’operato di ANAS. Sapete bene che in questi mesi di variante ho avuto qualche confronto con ANAS, ma bisogna anche avere l’onestà intellettuale di dire che la cartellonistica non è l’unico problema dell’Alemagna. Certamente va migliorata e resa più comprensibile, ma il problema di fondo è un altro, ossia l’apertura e chiusura repentina della strada. Piove tutti i giorni e nessuno è in grado di dire con certezza e tempestività se l’Alemagna è aperta o chiusa”.
Pochi giorni fa anche Alessandro Del Bianco, segretario provinciale del Partito democratico Belluno Dolomiti, aveva espresso perplessità simili a Il Dolomiti, evidenziando come la statale 51 sia ormai la testimonianza più evidente dell'inadeguatezza di una provincia come Belluno nell’ospitare le Olimpiadi. Che definisce “le Olimpiadi delle occasioni perse”, tra le quali appunto la messa in sicurezza della statale e il miglioramento della viabilità.
“Certo, questo è il prezzo da pagare per la sua transitabilità provvisoria - aggiunge ora Manushi - ma la Provincia si era presa il compito di installare un sistema di monitoraggio automatico della frana, che avrebbe permesso l’apertura notturna dell’Alemagna e l’informazione tempestiva dell'eventuale chiusura, mediante pannelli posizionati a Tai. Il sistema sarebbe dovuto essere installato tre giorni fa, ma ad oggi non abbiamo notizie certe sul suo completamento. Sono un’amministratrice e comprendo bene gli intoppi e i ritardi che possono sorgere in un progetto. Tuttavia, quello che non comprendo è come mai quando c’è da tagliare un nastro o scattare una foto della frana sono tutti in prima linea, mentre a dare notizie negative o sconvenienti non si fa mai avanti nessuno”. Come darle torto.












