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Belluno
17 luglio | 18:50

"Le Olimpiadi delle occasioni perse". Alessandro Del Bianco, segretario del Pd Belluno, a Il Dolomiti: “Difficilmente arriveranno altre risorse sul territorio”

A pochi giorni da un suo post su Facebook che ha generato un intenso dibattito, Il Dolomiti ha contattato Alessandro Del Bianco, segretario provinciale del Partito democratico Belluno Dolomiti. La sua opinione su Olimpiadi e territorio è netta: “La provincia di Belluno e Cortina si erano candidate con l’idea di costruire una prospettiva post olimpica, che ora non si riesce nemmeno a immaginare”

BELLUNO. “Gli eventi di queste settimane hanno messo davanti a una realtà delle cose che era già in essere: la totale impreparazione rispetto alle Olimpiadi, un evento che probabilmente non si presta a un territorio come il nostro. Non è un caso che si svolgano in aree sempre più vaste: è evidente che l’impatto ambientale, economico e gestionale è difficilmente sopportabile per una provincia come Belluno e l’Alemagna è lì a testimoniarlo. Con essa, infatti, è franata tutta la retorica che ci era stata costruita sopra”.

 

A pochi giorni da un suo post su Facebook che ha generato un intenso (quanto prevedibile, visti i temi) dibattito, abbiamo contattato Alessandro Del Bianco, segretario provinciale del Partito democratico Belluno Dolomiti. Con l’Alemagna “più chiusa che aperta”, Del Bianco definisce la situazione imbarazzante. Sul suo profilo scrive: “Dove sono finiti i gaudenti politicanti locali, sempre pronti a scattare foto per racimolare qualche like? Abbiamo speso milioni e milioni per opere olimpiche inutili (e continuiamo a spenderli), ma non siamo riusciti a mettere in sicurezza un'arteria vitale per il territorio. Bisogna avere il coraggio di dire le cose come stanno: la montagna soffre tantissimo la carenza di investimenti seri sul rischio idrogeologico. 150 milioni da investire lì sarebbero stati molto più utili della pista da bob”.

 

Eppure, durante l’ultimo Consiglio provinciale il presidente Roberto Padrin non ha nascosto il disappunto proprio per questo tipo di paragoni, ribadendo che pista da bob e sicurezza stradale sono investimenti diversi che non possono essere messi sullo stesso piano. “Non è così - replica Del Bianco a Il Dolomiti - perché i soldi per la pista da bob li ha dati lo Stato come opere di investimento, che significa tutte le opere cantierabili. Si poteva quindi scegliere come spendere 150 milioni di euro in provincia. Inoltre, c’era la possibilità di fare la pista altrove spendendo meno e trovando l’accordo per investire il restante nella sicurezza”.

 

Secondo il consigliere è quindi mancata una visione più ampia, a livello territoriale quanto temporale. “Chiaramente ora è tardi: il problema - spiega - non è tanto la destinazione dei soldi in sé, che si decide a priori, ma la contrattazione del territorio nelle Olimpiadi. Quando si è deciso che si sarebbero fatte qui, cosa doveva restare a Belluno? Leggere oggi il piano olimpico fa sorridere, perché si sta facendo l'esatto opposto: che fine ha fatto la sostenibilità? La provincia di Belluno e Cortina si erano candidate con l’idea di costruire una prospettiva post olimpica, che ora non si riesce nemmeno a immaginare. Al momento, l’unica cosa da sperare è che sia l’occasione per concentrarsi almeno sulla sicurezza dell’Alemagna, ma concordo con la consigliera Roberta De Zanna (qui l’articolo) quando dice che non possiamo scoprire ora il problema. L’unica vera cosa da fare adesso sarebbe uno studio enorme per capire quali sono i margini di manovra per la messa in sicurezza del tratto superiore e quindi quali azioni intraprendere”.

 

Secondo Del Bianco, però, oggi tutti fuggono le responsabilità: quali sono? “La prima - osserva - è della Regione Veneto, totalmente disinteressata allo sviluppo di politiche per la montagna bellunese, anche in vista delle Olimpiadi, perché concentrata solo sul portare a casa il risultato. La seconda è della Provincia, che non ha avuto la forza di avviare, quando era il momento, una contrattazione reale su quelli che sarebbero stati i contraccolpi positivi delle Olimpiadi, che o non porteranno nulla in più di quello che già avevamo o addirittura, con il loro ingombrante peso e i costi di gestione post-olimpica, situazioni peggiorative”.

 

Insomma, non abbiamo sfruttato l'opportunità. “Mi dispiace dirlo - conclude Del Bianco - ma la realtà è che sono diventate le Olimpiadi delle occasioni perse, che rischiano di essere addirittura controproducenti. Purtroppo, una volta passate, si farà fatica a portare qui altre risorse. Avevamo l’opportunità di avere un grosso riflettore acceso, ma è stata spesa male, senza mettere in sicurezza nulla, senza dislocare, senza sviluppare seriamente il territorio: e ora tutto il sistema sta collassando proprio sulle Olimpiadi, delle quali credo rimarrà ben poco se non grandi coni d’ombra”.

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