Alemagna: nuovo stop a San Vito. Anas commissiona uno studio per rivedere i parametri di monitoraggio, ma i tempi per le opere saranno lunghi
Si è riunito lunedì 3 novembre, il tavolo tecnico per decidere i futuri interventi lungo la statale 51 di Alemagna, per ridurre al minimo le chiusure al traffico e realizzare ulteriori opere di mitigazione. Nulla in realtà di definitivo: per l’avvio dei lavori se ne parla probabilmente alla fine della prossima primavera, ma nel frattempo c’è ottimismo che nuovi eventi franosi non riguarderanno l’inverno (e, implicitamente, le Olimpiadi)

BELLUNO. Sarà possibile gestire in sicurezza l’Alemagna limitando al massimo le chiusure all’altezza di San Vito di Cadore? Il giorno dopo un nuovo semaforo rosso scattato a causa delle piogge che hanno mosso ulteriore materiale sulla frana di Croda Marcora, si è riunito lunedì 3 novembre, il tavolo tecnico per decidere i futuri interventi lungo la statale 51. Nulla in realtà di definitivo: per l’avvio dei lavori se ne parla probabilmente alla fine della prossima primavera, ma nel frattempo c’è ottimismo che eventi franosi non riguarderanno l’inverno (e, implicitamente, le Olimpiadi).
Presenti diversi enti, tra cui Anas, il Comune e le Regole di San Vito di Cadore e la Provincia di Belluno. “Si è trattato di un incontro - esordisce il prefetto Antonello Roccoberton - per mitigare il rischio di nuove colate detritiche, soprattutto in prospettiva della prossima primavera-estate. Inoltre, sarà valutata la possibile revisione dei parametri oggi attivi per il monitoraggio, così da cercare di ridurre le chiusure della viabilità”.
Gli enti hanno insomma convenuto sulla necessità di proposte progettuali che dovranno essere condivise rispetto a un evento, quello della frana al centro delle cronache e dei disagi di residenti e lavoratori durante tutta l’estate, che viene definito “nuovo” per il territorio e sul quale le prospettive di intervento si profilano lunghe. “Abbiamo chiesto l’incontro - specifica il sindaco di San Vito Franco De Bon - perché il tema richiede la partecipazione di tutti. Il sistema di monitoraggio realizzato dalla Provincia (qui il dettaglio) ci ha permesso di aprire la strada anche di notte e di evitare che qualcuno si facesse male. È una frana che non conoscevamo e l’implementazione di tale sistema dovrà essere fatta in sicurezza, grazie allo studio di Anas che consentirà di togliere i falsi allarmi”.
Cosa, dunque, in concreto? L’unica certezza al momento riguarda questo studio, commissionato da Anas per rivedere i parametri dei pluviometri che fanno scattare lo stop alla circolazione: saranno dunque modificati, ma non subito. Sono infatti due le strategie previste: una a medio termine per migliorare quanto finora fatto in somma urgenza (in cui rientra la realizzazione di sottopassi idraulici e di vasche di contenimento del materiale a monte - entrambe opere in fase progettuale), e l’altra a lungo termine, oggetto di futura pianificazione (e riguarderà la possibile realizzazione di un viadotto, per una soluzione definitiva del problema viabilità). Quel che è certo è che il tutto avrà tempi tecnici molto lunghi, più quelli necessari per le autorizzazioni: l’auspicio è che una prima fase progettuale si chiuda a inizio della prossima estate, per poi partire con i lavori.
Altra parola chiave, infine, è la figura commissariale, alla cui nomina, che si presume in tempi brevi, tutti guardano per snellire le procedure e accorciare i tempi. “Il tavolo - aggiunge l'ingegnere Michele Artusato per la Provincia - si è occupato dell’integrazione tra i vari progetti e dell'omogeneizzazione dei processi di autorizzazione degli stessi, così da avere una strategia condivisa che non intacca la sicurezza degli utenti. Certamente una semplificazione ulteriore verrebbe dalla struttura commissariale, che potrebbe giocare con deroghe utili ad aggiornare le tempistiche”.
Intanto, per le Olimpiadi rimane tutto com’è - salvo che lo studio di Anas non preveda modifiche anticipate ai parametri. Nicola Casagli, docente di Geologia applicata che aveva installato un radar di monitoraggio, ha intanto deciso di sospenderlo perché ritiene che la roccia si sia stabilizzata con l’avvicinarsi dell’inverno: certo sarà da vedere cosa accadrà, visti i movimenti ancora di ieri sera e di fine ottobre, rispetto ai quali la prefettura ribadisce si è trattato di chiusure brevi e a titolo puramente precauzionale.












