Tre motociclisti morti in pochi giorni, Belluno corre ai ripari: un tavolo per implementare controlli e cartellonistica. “Ideale sarebbe il tutor, ma tempi lunghi”
Con tre motociclisti morti in pochi giorni lungo le strade bellunesi, alcuni Comuni si sono riuniti in prefettura con forze dell’ordine, Anas e Veneto Strade per discutere un piano di implementazione di controlli e cartellonistica. Obiettivi sono evitare la congestione del traffico in caso di emergenza e diminuire gli incidenti, il cui trend è già in calo a livello provinciale

BELLUNO. Calano gli incidenti, ma i tre motociclisti morti nel giro di pochi giorni lungo le strade bellunesi sono un segnale d’allarme. “Ci siamo riuniti per esaminare la situazione sul fronte dell’incidentalità, soprattutto lungo la SP11 dove l’ideale sarebbe un sistema di tutor. I tempi però sono lunghi, per cui intanto procederemo con l’intensificazione di controlli e cartellonistica" afferma il prefetto Antonello Roccoberton.
I recenti decessi avevano già spinto il sindaco di Longarone Roberto Padrin a fare appello alla cittadinanza, e in particolare ai motociclisti, per il rispetto di norme e limiti di velocità (qui). Nella mattinata di venerdì 17 aprile diversi Comuni dell’area si sono poi riuniti in prefettura con forze dell’ordine, Provincia, vigili del fuoco, Suem, Veneto strade e Anas per affrontare di petto il tema della sicurezza stradale.
Il tratto attualmente più attenzionato è appunto quello della SP11 che interessa gli svincoli con l’autostrada. Non c’è ancora nulla di definitivo, ma si è deciso di procedere con un tavolo tecnico sia per la gestione del traffico in caso di incidenti sia per aumentare i controlli. Lato viabilità, infatti, si punta a evitare di congestionare l’area. “La scorsa settimana - spiega Roccoberton - si sono creati disagi a Soverzene e lungo la strada provinciale, mentre il ponte sul fiume Piave, nonostante abbia una portata limite di 15 tonnellate, è stato attraversato da qualche articolato più pesante. Per evitare tutto ciò, saranno individuate procedure ad hoc e viabilità alternative, sia da sud sia da nord, da attivare in modo snello in caso di necessità”.
Come? Con pannelli e cartelli luminosi per segnalare modifiche alla viabilità già da Ponte nelle Alpi da un lato e da subito dopo Cortina dall’altro, mentre saranno intensificati i segnali di divieto per i mezzi pesanti lungo il ponte.
Sul fronte controlli, invece, prosegue il trend di implementazione avviato dal 2024. “I dati evidenziano una diminuzione degli incidenti - aggiunge il prefetto - in parallelo all’aumento dei controlli, perciò agiremo anche su questo versante con più posti di blocco in ogni periodo dell’anno, in particolare per controllare la viabilità sulle due ruote”.
Guardando a tutta la provincia, infatti, nel 2024 sono stati rilevati 702 incidenti, scesi a 695 nel 2025. Inoltre, dai 120 del primo quadrimestre dello scorso anno si è passati a 112 al 15 aprile 2026. Leggero l’aumento, invece, se consideriamo l’Alemagna: 10 incidenti nel 2024, 12 lo scorso anno. In parallelo, crescono i posti di blocco: sulla SR251 (che da Longarone va verso il Vajont), si è passati da 149 nel 2024 a 176 nel 2025, quasi uno ogni due giorni, mentre sono stati già 66 a inizio 2026.
L’organico, però, scarseggia soprattutto nei comuni più piccoli. “Siamo consapevoli delle difficoltà - ammette il prefetto - perciò sarà chiesta più collaborazione alle polizie locali d’intesa con i Comuni che hanno maggiore dotazione di personale. Parliamo quindi di servizi congiunti che possono essere predisposti al fine di implementare i controlli. Longarone ha infatti evidenziato che, nonostante si parli di un tratto di strada limitato (2 km il punto critico, 8 km in totale), i motociclisti si lasciano andare a ‘gare’ di velocità per le quali l’ideale sarebbe installare un tutor, ma i tempi non sono immediati. A breve faremo perciò un tavolo tecnico, alla luce delle valutazioni delle polizie locali, per implementare i controlli sul posto”.
Un sistema già intensificato nel periodo primavera-estate su tratti specifici della provincia soprattutto nei confronti di queste gare, sia su quest’area sia sui passi come il Giau o il Pordoi, ma la priorità è fare di più. Sul fronte infrastrutturale, invece, cioè intervenire per rendere la viabilità più sicura (ad esempio all'uscita dall’autostrada), sarà da ragionare con gli enti di competenza come Anas e Veneto Strade.
E a livello educativo, viste le numerose campagne per la sicurezza già attivate a livello nazionale? “Quando si parla di dati - conclude il questore Roberto Della Rocca - è difficile trarre conclusioni perché vanno letti. Dovremo analizzare ogni singolo caso per capire se l’incidente è dovuto a fuoriuscita autonoma, eccesso di velocità o guida in stato di ebbrezza. Il fronte della prevenzione rimane quindi sicuramente un aspetto su cui lavorare con i nostri residenti e lo stiamo facendo nelle scuole e a livello educativo. Sappiamo però che, ormai tutto l’anno, l’ingresso in provincia da parte di utenti esterni è in crescita, perciò è una via da percorrere da parte di tutti”.












