Il libro dei sogni (da 1,4 miliardi di euro) di Salvini e Fugatti: dal mega-tunnel del Baldo alla ferrovia Riva-Rovereto. Il ministro: “Ci saranno parecchi escavatori all’opera”
Nonostante i ritardi e l’aumento dei costi di energia e materie prime Salvini si è detto ottimista: “Fra Trento e Bolzano di gru ed escavatori all’opera ce ne saranno parecchi nei prossimi anni, quindi ci rivedremo per inaugurare i nuovi interventi”
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TRENTO. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, è stato in Trentino per fare il punto sul project financing per l’affidamento della concessione dell’autostrada A22 del Brennero e le grandi opere provinciali. Salvini ha visitato il cantiere del tunnel della Loppio-Busa, cioè l’unico di una grande opera attivo in Trentino, e l’area sotto bonifica dell’ex discarica della Maza. Per la verità il collegamento Passo San Giovanni-Cretaccio era stato voluto e finanziato dalla precedente Giunta Rossi.
È in quest’occasione che Salvini ha fatto sapere che entro i prossimi 3 mesi il Parlamento dovrà approvare il nuovo Codice degli appalti “che dovrà essere quanto di più veloce, snello, efficiente e moderno possibile. Tutelando trasparenza e legalità ma mettendo al centro la necessità di correre, di scavare e di creare”. Com’è noto però queste “necessità”, solitamente, mal si conciliano sia con la tutela dell’ambiente che con trasparenza e legalità.
Ad ogni modo al centro della discussione ci sono state le grandi opere. Ci sono quelle già in programma, come la Circonvallazione ferroviaria di Trento: entro gennaio sono previste l’aggiudicazione dell’appalto e la consegna delle prestazioni. Inizierà quindi la fase di progettazione esecutiva a cui seguirà, per marzo, l’avvio dei cantieri delle opere propedeutiche. Tutto il 2023 sarà dedicato al completamento della progettazione esecutiva e all’avvio graduale dei cantieri. Sulla Valdastico il ministro ha preferito glissare: “Sul tema il dibattito è aperto. Non sarò io a imporre uno svincolo, un tracciato, un’uscita senza il consenso dei territori”.
Poi c’è la Circonvallazione ferroviaria di Rovereto (non ancora approvata). “Stiamo attendendo l’esito del percorso per Rovereto, si tratterebbe di un’opera inserita fra quelle della galleria di base del Brennero”, ha detto il presidente della Provincia Maurizio Fugatti. “Se la progettazione avrà le positività che attendiamo sarà più facile riuscire ad ottenere risorse per questo progetto che ha già la piena condivisione dei territori, visto l’unanimità raggiunta dal Consiglio comunale di Rovereto per questa soluzione”.
Fugatti e i tecnici provinciali hanno colto l’occasione anche per parlare della realizzazione di quella che rappresenterebbe un’altra opera strategica per la mobilità della zona: la ferrovia Rovereto-Riva del Garda. Salvini ha confermato che è in corso un dialogo con Rfi: “Assodato che i costi-benefici dicono che quest’opera serve, dal punto di vista economico, turistico, commerciale e ambientale quest’opera è assolutamente utile, necessaria e positiva perciò penso che si debba lavorare per la progettazione nell’ottica di un collegamento Monaco-Garda”.
In base alle stime della Provincia di Trento l’investimento per quest’opera, da aggiornare a seguito del caro materiali, dovrebbe essere di 230 milioni di euro, su un totale di costi calcolati di 317 milioni di euro, per una ricaduta complessiva in termini di benefici economici di 450 milioni di euro. L’intervento è stato oggetto, nei mesi scorsi, sia di uno studio di fattibilità che di un’analisi costi-benefici. Proprio in base a quest’ultima, la nuova linea potrebbe avere una capacità di trasporto media al giorno di 6.700 passeggeri e momenti di picco di 10.000 utenti.
Al momento però l’unica cosa che si è riusciti a strappare dal ministro è la possibilità (tutta da confermare) di inserire il progetto nel prossimo aggiornamento del piano delle opere di Rfi. Un passaggio che potrebbe essere importante perché propedeutico per un ipotetico finanziamento ma che non offre nessuna garanzia sulle tempistiche di realizzazione.
Nella lista dei desideri non poteva mancare il faraonico tunnel che dovrebbe passare sotto il Monte Baldo per collegare la bassa Vallagarina e il lago Garda. “Di quest’opera – ha ammesso Salvini – ne ho parlato con il presidente Fugatti ma devono essere i territori a dirmi quando, come e perché”.
Come ha sottolineato Fugatti per ragioni di sicurezza quest’opera dovrà essere “a doppia canna” (due tunnel separati per gli opposti sensi di marcia) e in base alle stime il costo si aggirava attorno agli 800 milioni. Questo prima degli aumenti dei costi di energia, carburanti e materie prime che per la Circonvallazione ferroviaria di Trento hanno fatto lievitare il prezzo a 1,27 miliardi, con un incremento fino al 35%. Ciò significa che il tunnel sotto il monte Baldo potrebbe raggiungere 1,08 miliardi. Nonostante i ritardi e l’aumento dei costi delle materie prime Salvini si è detto ottimista: “Fra Trento e Bolzano di gru ed escavatori all’opera ce ne saranno parecchi nei prossimi anni, quindi ci rivedremo per inaugurare i nuovi interventi”.
Il tunnel del monte Baldo piace anche al Veneto. “C’è una forte richiesta di trovare una soluzione alternativa all’accessibilità al lago di Garda” ha dichiarato a una tv locale Elisa De Berti, vicepresidente del Veneto e assessora con le deleghe a lavori pubblici, infrastrutture e trasporti. “Per questo tunnel è stato fatto uno studio di fattibilità da parte della Provincia di Trento è un intervento importante e Fugatti sta facendo degli approfondimenti per verificarne la sostenibilità economica e finanziaria. Alla fine di queste verifiche ci ritroveremo per fare il punto della situazione” ha concluso De Berti.














