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Poco coinvolti e troppa burocrazia: 1 su 10 non rifarebbe la scelta di diventare medico in Trentino. Ioppi: "Assessorato e Apss non hanno nemmeno risposto"

E' stata svolta un'indagine dall'Ordine dei medici, a cui ha risposto il 37% dei suoi iscritti. Dai dati emerge troppa burocrazia e tante preoccupazioni per le responsabilità legali, tra le priorità invece la riorganizzazione della medicina del territorio. Ioppi: "Quando si parla di salute e sanità noi siamo chiamati come 'consulenti', ma dovremmo anche essere ascoltati. Il sistema sanitario trentino va difeso"

Di Francesca Cristoforetti - 09 June 2022 - 18:49

TRENTO. Poco coinvolti nelle scelte strategiche, ancora troppa burocrazia e tante preoccupazioni per le responsabilità legali: questo emerge dai medici trentini secondo i risultati dell'indagine svolta dall'Ordine dei medici chirurgi e odontoiatri di Trento. Preoccupante che l'11 percento degli intervistati (1 medico su 10) non rifarebbe la scelta del percorso di Medicina.

 

Oltre ai 1.200 questionari, sono stati sette gli stakeholder coinvolti, attraverso delle interviste della durata di un'ora circa: dall'Ordine dei Farmacisti di Trento, a quello degli avvocati, dall'Università all'Ordine delle professioni infermieristiche della Pat. Tutti presenti, tranne l'assessorato e l'allora direttore generale dell'Apss, il dottor Pierpaolo Benetollo. "Nonostante siano stati chiamati, hanno deciso di non partecipare e non rispondere al nostro invito - dichiara il presidente dell'Ordine Marco Ioppi - anche quando si parla di salute e sanità noi siamo, nella maggior parte dei casi, chiamati come 'consulenti', ma dovremmo anche essere ascoltati. Manca una presa di consapevolezza del ruolo che ha il medico. Il sistema sanitario trentino va difeso".

 

Il sondaggio verrà presentato anche in un incontro che si terrà questa sera (9 giugno) con i vertici dell'Apss. "Il medico deve avere un ruolo attivo e da protagonista anche nelle scelte organizzative che vengono prese - aggiunge il presidente - rispetto all'indagine svolta nel 2006, molti aspetti sono rimasti invariati: i problemi che abbiamo riscontrato allora li ritroviamo anche adesso. Questo significa che la situazione non è cambiata".

 

I risultati sono stati presentati dal presidente Ioppi, insieme a Silvio Pugliese, docente di organizzazione d'impresa all'Università di Trento e Andrea Ziglio, segretario dell'Ordine dei medici.

 

L'INDAGINE

L’indagine, suddivisa in sezioni, è finalizzata a rilevare le attese e gli orientamenti dei medici iscritti all'albo su tematiche fondamentali per la professione medica, l’appartenenza all’ordine, l’organizzazione del sistema sanitario e la formazione nonché rilevare percezioni e valutazioni di stakeholder significativi. 

 

Sono stati 1.280 i questionari compilati, pari al 37% degli iscritti all’ordine (3.484 in tale data): 34% medici liberi professionisti, 25% medici dipendenti (pubblici e privati), il 23% da medici pensionati e il 13% medici di medicina convenzionata.

La rilevazione tramite questionario è stata avviata a marzo 2020 e avrebbe dovuto chiudersi prima dell’estate 2020 ma con l'emergenza sanitaria dettata dal Covid 19 c'è stato uno slittamento della chiusura, prorogata sino al 31 marzo 2021.

Percezione sull'esercizio della professione medica

Dalle risposte emerge che i professionisti sono preoccupati delle normative medico-sanitarie e dalla responsabilità civile-legale, ritengono prioritaria la gestione delle aspettative del paziente e il tempo da dedicargli. I medici vedono le tecnologie come un'opportunità sia per loro stessi che il paziente e ritengono che l'ampliamento delle competenze ad altre professioni sanitarie sia da cogliere come una crescita. L'88% di loro non si sono pentiti di avere scelto questa professione, ma ben l'11% tornerebbe indietro.

 

Percezioni sull'appartenenza all'ordine

La maggior parte dei medici si ritengono molto soddisfatti di appartenere all'ordine così come di essere coinvolti nelle attività. Vorrebbero che l'ordine si impegnasse in vari ambiti e in particolare nel tutelare e sostenere il ruolo del medico nella società e fare da garante degli aspetti deontologici della professione rispetto alle problematiche etiche emergenti ed esercitare un ruolo di vigilanza. 

 

Proposte migliorative

Per potenziare e migliorare la propria professione i medici propongono una maggiore partecipazione alle scelte strategiche per il sistema sanitario trentino e alla pianificazione economica/finanziaria. Individuano come priorità di riforma la riorganizzazione della medicina del territorio, la valorizzazione dei servizi erogati e delle risorse umane.

 

Per migliorare la qualità del loro lavoro ritengono importanti la riduzione della burocrazia amministrativa, l'aumento delle tutele delle responsabilità legale e le garanzie di tempi e di spazi per la crescita professionale. Per migliorare l'attrattività del sistema sanitario credono sia necessario creare condizioni migliori per la qualità della vita e il potenziamento delle opportunità di formazione e sviluppo. 

 

Orientamenti su formazione e aggiornamento

Il 43% dei medici ritiene più appropriato un sistema Ecm che tenga conto anche delle esperienze maturate nel lavoro, mentre solo l'11% ritiene che sia appropriato. Un larga maggioranza (70%) assegna un'importanza alta ai contenuti tecnico scientifici della formazione. 

 

Esiti delle interviste ai portatori di interesse

Gli stakeholder intervistati hanno partecipato in modo entusiastico e costruttivo, esprimendo in modo libero e aperto opinioni e suggerimenti. Gli elementi emersi nella totalità o in buona parte di loro possono essere sintetizzati: i rapporti e le relazioni con l'Odm sono considerati dalla totalità degli stakeholder di grande collaborazione, molto costruttivi con apprezzamenti significativi per Ordine dei Medici e per le persone con i quali interagiscono.

 

Il contributo dell'ordine al miglioramento del sistema sanitario provinciale è segnalato positivamente e di buon livello. Il potenziamento e l'integrazione della medicina di base nel sistema sanitario viene visto da tutti come un potenziale contributo da sviluppare ulteriormente da parte dell'Ordine.

 

Una pista di miglioramento suggerita dalla totalità degli intervistati è la promozione e lo sviluppo delle capacità di comunicazione e relazione con i pazienti, quella indicata da alcuni stakeholder riguarda il potenziamento delle iniziative interprofessionali e un maggior coinvolgimento/confronto da parte dell'Odm degli altri ordini e istituzioni. Alcuni stakeholder sottolineano la necessità di dare un maggior peso alle indicazioni migliorative del sistema sanitario provinciale fornite dall'Ordine.

 

Inoltre andrebbe potenziata la comunicazione esterna assegnandole un ruolo strategico. Dare una maggiore visibilità agli iscritti giovani all'albo. Non solo, anche sviluppare il confronto con altri sistemi sanitari internazionali e promuovere un ruolo forte dell'ordine nel sostenere il medico come vero soggetto innovatore del sistema sanitario. 

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