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| 23 aprile | 11:14

Emergenza ciclisti sulla Gardesana, Gardone pronta a provvedimenti drastici: ''Problemi di sicurezza e bloccano il traffico. Perdiamo residenti e turisti anche per questo''

Il sindaco Adelio Zeni riporta l'esasperazione della sua comunità e spiega che nemmeno il completamento dell'anello ciclabile del Garda risolverà il problema: ''Da noi ci saranno i battelli per Limone ma chi vuole sfrecciare sulla bici da corsa resterà sulla statale. I battelli verranno usati dalle famiglie e da chi praticherà cicloturismo lento''. E ancora: ''È una sofferenza continua per le persone, le attività e gli alberghi: Anas e Ministero dei trasporti dovrebbero dirci cosa fare. Come amministratore ho l’intenzione di limitare questa incontrollabile invasione delle due ruote e sono disposto ad affrontare anche problemi legali''

di Margherita Tomadini

GARDONE RIVIERA. Troppe bici, troppi ciclisti che marciano in fila indiana e rendono impossibile il sorpasso, troppi pericoli sia per chi pedala che per chi guida e così il traffico, già critico, si congestiona le code aumentano, residenti e turisti scappano. E' una vero e proprio allarme quello lanciato dal sindaco di Gardone Riviera, Adelio Zeni che però non è rassegnato e anzi si dice pronto a prendere provvedimenti drastici come quello di arrivare a una qualche forma di divieto di transito delle bici anche se la situazione è talmente complessa che gli stessi amministratori della zona sono in grande difficoltà. D'altronde che la Gardesana, sia Orientale che Occidentale, soprattutto nei periodi di pressione turistica sia un disastro è noto e anche per ridurre l'impatto dei ciclisti sulla statale si è deciso di puntare forte sulla ciclabile del Garda una mega opera che una volta completata potrà finalmente dare risposte appropriate al fenomeno sempre più crescente del cicloturismo. 

 

Intanto, però, i problemi restano (e rischiano di restare per sempre visto che l'anello ciclabile non sarà mai completato tra Gardone e Limone per criticità tecnico-idrogeologiche e il tratto sarà coperto da dei battelli). E allora il sindaco Zeni è pronto a varare un provvedimento da adottare nei giorni di traffico da bollino rosso: “Stiamo semplicemente cercando di capire come muoverci perché anche i ciclisti hanno il diritto di utilizzare la rete stradale. Mentre qualcuno pensava di risolvere il problema con la ciclovia, noi abbiamo sempre pensato che questa non portasse a nulla: i ciclisti appassionati che viaggiano in gruppo con le biciclette da corsa non vanno sulle ciclabili, ma continuano ad andare sulla statale - spiega il sindaco di Gardone Riviera, Adelio Zeni -. La presenza poi dei battelli elettrici che collegano Gardone o da Salò con Limone e viceversa ripresenterà la stessa problematica: è un bel servizio per le famiglie e i turisti, ma non risolve il problema di chi vuol sfrecciare sulle bici da corsa. Chi vuole pedalare, continuerà a farlo sulla statale”.

Il Comune di Gardone possiede un tratto di strada statale gestito dall’Anas (Azienda Nazionale Autonoma delle Strade Statali) e questa passa nel centro del paese: “L’’Anas dovrebbe provvedere a togliere la statale dal centro abitato. È impensabile che tale ente non pensi di trovare una soluzione a questo problema che ci provoca disagio, pericolo e purtroppo anche perdite di vite umane – precisa Zeni -. La strada è molto pericolosa e ad oggi si assiste ad una riduzione degli esercizi turistico-ricettivi perché con un’attività ciclistica e motociclistica di questo peso sulla statale, i disagi emergono anche per le strutture del posto che si organizzano ad esempio per le vacanze estive. Alcuni ciclisti sono finiti a terra dopo essere stati investiti da un'auto nel Comune di Salò recentemente: ciò succede perché è un diritto di tutti quello di circola per la strada, ma basta una distrazione per provocare danni”.

La Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano sollecita anch’essa da tempo questo problema e Gardone Riviera è il primo comune appartenente alla comunità a presentare questa grossa difficoltà. L'intenzione, quindi, è più che precisa: limitare il traffico su due ruote, migliorando e modificando la sede stradale anche con delle rotatorie, dossi o dissuasori di velocità, in modo da scoraggiare biciclette e motociclette.

La riviera nell’area di Gardone non ha alternative e non si possono usare altre strade, è per questo che la statale sembra essere l’unica scelta possibile per gli appassionati a due ruote: “Il Comune nel periodo estivo diventa invivibile, perché ci sono queste scorribande che disturbano e creano grossi problemi. Tale tipo di turismo non sta nemmeno portando chissà che guadagno per le attività del posto. È chiaro che tutti abbiamo il diritto di andare sul lago e che tutti possano andare in bicicletta e motocicletta, ma anche gli altri hanno il diritto di vivere serenamente – spiega il primo cittadino Zeni -. Gardone negli ultimi anni ha inoltre registrato un calo del tasso di residenza e la spiegazione di questo fenomeno è ovvia: si tratta di uno dei paesi più bei paesi del lago di Garda, ma i residenti per spostarsi ci impiegano delle ore. È una sofferenza continua per le persone, le attività e gli alberghi: Anas e Ministero dei trasporti dovrebbero dirci cosa fare. Personalmente come amministratore ho l’intenzione di limitare questa incontrollabile invasione delle due ruote e sono disposto ad affrontare anche problemi legali”.

Nelle aree attorno al lago in cui è stato possibile fare la pista ciclabile, quest’ultima ha suscitato entusiasmo, ma anche molto dibattito, come la proposta del battello: “Ci sono sicuramente dei tratti in cui la ciclovia ha aiutato, ma i ciclisti più appassionati, quelli con le bici da corsa, non la sfruttano, diciamo che è pensata più per un utilizzo rivolto alle famiglie con bambini e a chi usa la bici per un turismo lento. Utile, ma non per togliere i ciclisti dalle strade. Il problema più grosso rimane quello della statale, che non riguarda solo ciclisti e motociclisti, ma tutti. Si tratta di una strada insufficiente e progettata quasi cent’anni fa e da lì mai toccata. Il traghetto, d’altra parte, rappresenta un mezzo scomodo e il ciclista professionista non sfrutterà questa opzione perché il suo scopo è andare in bicicletta, non guardare il lago dal battello. Piuttosto sceglie un’altra strada. Chi usufruirà del battello saranno prevalentemente i turisti, le famiglie in vacanza che trascorreranno così la giornata, ma sono cose diverse. È un servizio in più, piacevole e importante, ma non risolve il problema dell’attività a due ruote sulla strada” conclude il sindaco.

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