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Sempre più Pmi si quotano in borsa, anno record per Euronext Growth Milan: “Il rafforzamento patrimoniale passa anche attraverso l’apertura al mercato”

La quotazione in Borsa come obiettivo strategico delle Piccole e medie imprese, Lambiase, Ceo e founder di Ir Top Consulting: “La quotazione in Borsa non è solo un’operazione di finanza straordinaria ma una strategia di crescita per le imprese volta a favorire lo sviluppo dimensionale e industriale”

Di Tiziano Grottolo - 23 June 2022 - 20:13

TRENTO. “La quotazione in Borsa come obiettivo strategico delle Piccole e medie imprese”, è questo il titolo dell’incontro promosso da Mediocredito Trentino Alto Adige, Ir Top Consulting e Prometeia Advisor Sim, con il patrocinio di Confindustria. Un incontro che è andato in scena stamane, 23 giugno, nella splendida cornice offerta dalle Cantine Ferrari a Ravina di Trento.

 

A moderare l’incontro Stefano Righi, giornalista del Corriere della Sera, con i saluti per l’inizio dei lavori che sono stati portati dal vice presidente di Confindustria Trento, Alessandro Lunelli. Di cosa si è parlato? Del rafforzamento patrimoniale delle imprese trentine, che secondo i promotori dell’evento può passare anche attraverso l’apertura al mercato, con un percorso di quotazione nel segmento dedicato Euronext Growth Milan (ex Aim). Per la cronaca Mediocredito Trentino Alto Adige vanta anche una partnership con Ir Top Consulting per accompagnare le Pmi nel percorso verso la quotazione. 

 

Quotarsi in borsa infatti non è prerogativa delle grandi multinazionali, le Pmi che compiono questo passo hanno la possibilità di aumentare la propria competitività sul mercato, con un grande ritorno mediatico e di visibilità, ma possono anche finanziare la loro crescita ottenendo risorse finanziarie da impiegare in piani di sviluppo o per avere a disposizione nuovi strumenti di finanza alternativa. Inoltre le Pmi possono valorizzarsi: la liquidità delle azioni e la trasparenza di valore agevolano l’ingresso di nuovi azionisti e contribuiscono a formare nuove alleanze strategiche.


D’altra parte Euronext Growth Milan, dal 2009 a oggi, ha accolto oltre 230 società rivelandosi un mercato più dinamico rispetto al sistema tradizionale e dimostrandosi uno dei principali hub finanziari europei per numero di operazioni con un record storico (raggiunto nel 2021) di 44 Offerte pubbliche iniziali (Ipo). Non solo, perché dal 2009 la raccolta in Ipo è stata pari a oltre 4,7 miliardi di euro.

 

“La quotazione in Borsa – ha sintetizzato Anna Lambiase, Ceo e founder di Ir Top Consulting – non è solo un’operazione di finanza straordinaria ma una strategia di crescita per le imprese volta a favorire lo sviluppo dimensionale e industriale”. Durante l’incontro sono state portate anche le testimonianze di esperienze concrete di chi ha intrapreso questa strada in Trentino, come Fausto Manzana, presidente Gpi (e di Confindustria Trento) e Diego Nardin, Ceo delle gioiellerie Fope. Successivamente ha preso parola Diego Pelizzari, direttore generale di Mediocredito che ha inquadrato la visione della Banca nella prospettiva del capitale di rischio.

 

“Per quotarsi in Borsa – ha specificato Lambiase – la prima cosa da fare è scegliere l’advisor, che non è assolutamente la banca, ma quel soggetto specializzato nella quotazione che può seguire l’impresa in questo percorso”.


Nel dettaglio il processo si distingue in due fasi. Una riguarda la fattibilità, “perché non tutte le aziende sono quotabili”, ha osservato Lambiase, in questa fase viene valutata l’azienda e viene studiato il piano industriale, oltre a capire qual è il miglior percorso strategico da proporre per il progetto di quotazione. “Successivamente vengono definitele le risorse finanziarie necessarie per proseguire, con il coinvolgimento di altri advisor, e la scelta della banca che non deve essere casuale ma procedere in base alla dimensione dell’azienda, del settore in cui si opera e delle prospettive”. L’intero percorso in genere dura fra i 6 e gli 8 mesi.

 

In questo momento anche in Trentino c’è molto fermento e questo è senz’altro un segnale positivo perché se un’azienda decide di quotarsi significa che è in salute. “I risultati delle aziende che si sono quotate sono ottimi – conclude Lambiase – perché hanno ottenuto capitale e sono potute tornare dalle banche aumentando il loro potere contrattuale e sono riuscite a portare avanti nuove e migliori strategie di crescita per raggiungere i loro obiettivi”.

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