Bolzano arruola i maschi sterili contro la zanzara tigre: scatta la guerra hi-tech per evitare rischi sanitari
L'operazione ha un costo stimato di circa mille euro per ettaro, per un investimento complessivo che si aggira intorno ai 13.000 euro

BOLZANO. Con l'arrivo dei primi caldi si ripresenta il solito, fastidioso problema estivo: la zanzara tigre. Quest'anno, però, il Comune di Bolzano ha deciso di mettere in campo una strategia decisamente fuori dall'ordinario, puntando sulla tecnologia biologica per giocare d'anticipo ed evitare i rischi sanitari legati a virus come Dengue, Zika e Chikungunya.
La sperimentazione, presentata dagli assessori Marco Caruso e Patrizia Brillo, prenderà il via a fine maggio e avrà come quartier generale il cimitero di Oltrisarco.
La scelta del cimitero di via Maso della Pieve non è affatto casuale. Con i suoi tredici ettari di estensione, l'area è un vero e proprio paradiso per la proliferazione dell'insetto: vasi, acquasantiere e lumini offrono un'infinità di piccoli ristagni d'acqua impossibili da controllare o svuotare uno a uno a mano.
Essendo poi un luogo frequentato ogni giorno da cittadini di ogni quartiere, il rischio che le zanzare usino il cimitero come trampolino di lancio per colonizzare il resto della città è decisamente alto.
Per disinnescare questa bomba ecologica, l'amministrazione ha deciso di testare la tecnica SIT (Sterile Insect Technique), una metodologia già collaudata con successo a Bologna e nel Canton Ticino, capace di ridurre la presenza dell'insetto fino al 70 per cento. In cosa consiste? Semplice: ogni settimana, fino a settembre, verranno liberati nell'area migliaia di zanzare maschio precedentemente sterilizzate tramite raggi X. Questi esemplari non pungono, non sono Ogm e non creano squilibri nell'ecosistema, ma hanno un compito preciso: accoppiarsi con le femmine selvatiche per fare in modo che queste depongano uova non fecondate, portando a un crollo naturale della popolazione.
L'operazione ha un costo stimato di circa mille euro per ettaro, per un investimento complessivo che si aggira intorno ai 13.000 euro. Se i risultati sul campo daranno ragione ai tecnici, l'idea del Comune è quella di allargare il raggio d'azione della tecnica SIT anche ad altre zone calde di Bolzano a partire dal prossimo anno.
Nel frattempo, i consueti trattamenti antilarvali sulle strade e nei tombini comunali proseguiranno come sempre, ma la vera differenza continueranno a farla i privati. L'amministrazione ricorda infatti che basta un sottovaso dimenticato sul balcone di casa per vanificare gli sforzi pubblici.












