Contenuto sponsorizzato
| 19 giu 2022 | 12:58

Sfregi all'ambiente, ''Bandiera nera'' al comune di Pinzolo per la pista di Ski-roll. Legambiente boccia anche il bob di Cortina (finanziata in parte dal Trentino)

Nel caso di Pinzolo spiega Legambiente “si va costruire un tracciato su un’area pressoché intonsa”. Vessillo nero anche al Veneto e al comune di Cortina per l’ostinazione nel voler ricostruire la pista da bob in vista delle Olimiadi 2026. In Alto Adige, invece, bocciato il nuovo impattante impianto di collegamento a fune tra la località San Cipriano (Comune di Tires) e Malga Frommer (Comune di Nova Levante)

TRENTO. Sfregi all'ambiente, segni di un'economia che lacera il passato. Sono dieci quest'anno le “Bandiere nere” che ha deciso di assegnare Legambiente. “Si osserva la banalità della violenza sull’ambiente, per parafrasare la Arendt, che consiste spesso nella reiterazione di quanto già visto e stigmatizzato attraverso le bandiere degli anni precedenti”.

 

Tra questi vessilli neri, che  tra poco analizzeremo nello specifico, spicca quello assegnato alla regione Veneto e al comune di Cortina per l’ostinazione nel voler ricostruire la pista da bob in vista delle Olimpiadi 2026 e che vede l'impegno anche del Trentino e dell'Alto Adige.

 

BANDIERA NERA AL TRENTINO

L'unico vessillo nero che viene assegnato al Trentino è quello dato al Comune di Pinzolo per la costruzione della pista di Ski-roll in località Violtra Frassanida con l’asfaltatura di consistenti spazi naturali. (qui l'articolo)

 

Lo Ski-roll, spiega Legambiente, è nato con l’obiettivo di permettere agli atleti di allenarsi anche quando la neve scarseggia, nei mesi più caldi. Per poter essere praticato a differenza dello sci di fondo richiede la presenza di un fondo asfaltato e per questo possono essere usate le strade esistenti meno trafficate.

 

La costruzione di piste ad hoc costituisce un problema non secondario anche quando si decide di utilizzare piste da fondo preesistenti poiché in questo modo si artificializzano e si consumano irreversibilmente parti importanti di territorio con un alto grado di naturalità.

 

Nel caso di Violtra Frassanida addirittura “si va costruire un tracciato su un’area pressoché intonsa” spiega Legambiente. “Infatti, la pista, della lunghezza di oltre 2 km, andrà ad occupare aree attualmente in parte boschive e in parte agricole e richiede anche opere di stabilizzazione dei versanti. L’opera è stata deliberata dal Comune di Pinzolo e finanziata per il 75% dalla Provincia Autonoma di Trento. I lavori, iniziati a marzo 2022, hanno già comportato l’abbattimento di ampie zone a bosco e disgaggi del terreno per poter realizzare barriere paramassi e rilevati in terrapieno, necessari data la delicata situazione geologica della zona in cui verrà realizzata la pista”. In un momento in cui il turismo punta sull’ambiente e la sostenibilità, “si va a danneggiare l’ambiente per un’attività che interessa un numero limitato di partecipanti”.

 

BANDIERA NERA ALL'ALTO ADIGE

Anche l'Alto Adige ha una sola bandiera nera e che riguarda il Comune di Tires, il Comune di Nova Levante e TierserSeilbahn S.p.A. La motivazione è quella di aver finanziato, approvato e realizzato un nuovo impattante impianto di collegamento a fune tra la località San Cipriano (Comune di Tires) e Malga Frommer (Comune di Nova Levante).

 

Nello specifico, spiega Legambiente, ai piedi del patrimonio mondiale Dolomiti Unesco i comuni di Tires e di Nova Levante insieme alla TierserSeilbahnS.p.A “continuano a riproporre un modello turistico obsoleto e non rispettoso dell’ambiente in cui sono immersi”. Alcuni anni fa il Comune di Nova Levante aveva portato in approvazione un progetto per realizzare una torre di vetro di 5 piani, alta 18 metri, a soli 5 metri dalla fascia tampone del patrimonio mondiale Dolomiti Unesco. La stessa Fondazione Dolomiti Unesco aveva espresso un parere negativo a riguardo. “Ora – spiega Legambiente nel report sulle 'Bandiere nere' - la TierserSeilbahn S.p.A. ha costruito un impianto funiviario che collega la frazione di San Cipriano, in comune di Tires, con Malga Frommer, nel comune di Nova Levante, all’interno del carosello sciistico di Carezza. Questo collegamento caratterizzato da piloni altissimi che svettano simili a scheletri su un territorio già devastato dalla tempesta Vaia nel 2018, è stato realizzato con un finanziamento pubblico di 11.3 milioni di euro, pari al 75% del costo totale. Il contributo pubblico a fondo perduto deliberato dalla Giunta di Bolzano (delibera N. 987 del 23.11.2021) è un’offesa pesante non solo all’ambiente, ma anche al paesaggio e alla cittadinanza”.

 

BANDIERA NERA AL VENETO

E' un giudizio molto pesante quello che è arrivato da Legambiente alla Regione Veneto e al Comune di Cortina. Un giudizio che coinvolge anche un po' il Trentino Alto Adige perché nel report delle “Bandiere nere” viene puntato il dico contro l’ostinazione nel voler ricostruire la pista da bob a Cortina.

 

Se da un lato, infatti, l’Olympic Agenda 2020 che ha definito i criteri di “sostenibilità” per le Olimpiadi moderne raccomanda l’uso di strutture esistenti o comunque temporanee e smontabili questa pista da bob che si vuole costruire a Cortina è invece una struttura completamente nuova.

 

Infatti, i lavori consisteranno non in una riqualificazione ma nel completo rifacimento della pista, non più conforme agli standard internazionali. Sarà inevitabile un aumento del consumo di suolo e l’abbattimento di un certo numero di alberi.

 

I lavori di ristrutturazione, in base al dossier, avrebbero dovuto cominciare a giugno 2021, ma a oggi non c’è ancora traccia del cantiere e la pista dovrebbe essere pronta per dicembre 2024. Intanto i costi sono già lievitati: il dossier prevedeva 47.712.000 euro. Ora si parla di almeno 61 milioni. Lo Stato ne ha già stanziati 42, mentre la Regione Veneto accantonerà 400mila euro all’anno per i vent’anni successivi alle Olimpiadi, per coprire le perdite già certe. Si impegnano a coprire parte dei futuri costi di gestione anche il Trentino e l’Alto Adige.

 

“Quello della nuova pista di bob di Cortina, voluta dalla Regione Veneto e dal comune di Cortina – spiega Legambiente - non è che l’esempio più eclatante della mancanza di volontà dei decisori politici locali nel reinterpretare effettivamente il modello delle Olimpiadi, che se vuole guardare alla sostenibilità dei giochi olimpici non può sottovalutare l’impatto dei cambiamenti climatici”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 27 aprile | 19:57
Simonetta è una figlia, una sorella, una nipote, una fidanzata. Ma soprattutto, è una caregiver 7 giorni su 7, 24 ore su 24 da quando [...]
Cronaca
| 27 aprile | 20:16
Il direttore dell'Apsp Anaunia di Taio respinge le accuse sull'ipotesi di maltrattamento. "Riceviamo tanti messaggi di ringraziamento. Recentemente [...]
Cronaca
| 27 aprile | 19:19
L'orso è stato avvistato mentre attraversava a nuoto uno dei laghi di Lamar, la reazione degli escursionisti che filmano e postano il video
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato