Si è spenta Angela Ginetta Ramonda: accanto alla sorella Maria e al fratello Giuseppe, fondatrice dello storico marchio "Sorelle Ramonda"
Una famiglia di contadini ma con grandi ambizioni, quella in cui era cresciuta Ginetta Ramonda, che insieme al fratello Giuseppe e alla sorella Maria aveva rilevato il negozio di mamma Amelia, trasformandolo nel grande marchio "Sorelle Ramonda" con un fatturato di oltre 350 milioni di euro

VICENZA. Dopo una lunga malattia alleviata dalle affettuose cure della nipote Roberta, medico, è stata annunciata ieri (27 luglio) la scomparsa di una delle prime capitane d'impresa del Nordest: Angela Ginetta Ramonda, venuta a mancare all'età di 85 anni.
Lei che, a fine anni '50 accanto alla sorella maggiore Maria e al fratello Giuseppe, prendeva in mano la bottega dove mamma Amelia vendeva scampoli e fazzoletti per poi trasformarla nell'impresa Sorelle Ramonda con 60 grandi punti vendita sparsi in Italia e Austria.
Nel 1954, la famiglia Ramonda, che all'epoca abitava a Rosà, aveva per l'appunto rilevato un negozio di tessuti e scampoli nella frazione di Montecchio Maggiore Alte Ceccato, grazie alla lungimiranza di Amelia. Di lì, l'inizio della storia di una delle aziende divenute modello per tutto il Nordest, caratterizzata da un'invidiabile ascesa.
Accanto a Ginetta, la sorella Maria (scomparsa a 94 anni nel 2020) e il fratello Giuseppe detto 'Beppo', uniti dalla gran voglia di lavorare e di portare avanti il sogno della mamma nata contadina ma con intuizioni da manager: un piccolo negozio che attirava clienti da ogni dove e che ben presto sarebbe diventata una realtà da milioni di euro di fatturato.
Un punto cruciale quello in cui era posta la bottega Ramonda, che si affacciava sul tratto allora in costruzione dell'autostrada Milano-Venezia, obbligando gli automobilisti a uscire a Alte di Montecchio per prendere la statale, facendo sì che molti si fermassero al bar e, attratti dalla vetrina, anche nel negozio di Ginetta e dei fratelli.
Una vita fatta di sacrifici, mettondo anima e cuore in un'attività che ben presto avrebbe raggiunto un fatturato di oltre 350 milioni di euro, 1500 dipendenti e 1300 fornitori: una storia nata fra le mura d'una casa di agricoltori con grandi sogni e voglia di fare, consentendo di raggiungere risultati invidiabili.
Saranno in molti, oltre ai figli e agli amati nipoti, domani (venerdì 29 luglio) a dare un ultimo saluto a Ginetta nella chiesa parrocchiale di San Michele a Brendola: un addio arrivato anche da Luciano Benetton e dall'intero Gruppo di Ponzano che ne ricordano "il coraggio, la forza e la determinazione".












