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Stufe ad olle in Trentino? Arriva la deroga: “Non devono sottostare ai requisiti previsti per gli impianti alimentati a legna”

La decisione della Giunta provinciale è arrivata su indicazione dell'assessore all'ambiente Tonina: le stufe ad olle restano quindi esclude dagli obblighi derivanti dal decreto ministeriale di riferimento e non devono quindi sottostare ai requisiti previsti per gli impianti alimentati a biomasse legnosa, ovvero alla certificazione minima cosiddetta 'a 4 stelle'

Pubblicato il - 16 September 2022 - 19:10

TRENTO. Arriva la deroga per le stufe ad olle in Trentino: modificato il regolamento provinciale sull'edilizia sostenibile. In sostanza, in base a quanto stabilito oggi dalla Giunta provinciale, queste particolari tipologie di generatori “non devono sottostare ai requisiti previsti per gli impianti alimentati a biomasse legnose – dice Piazza Dante – ovvero alla certificazione minima cosiddetta 'a 4 stelle'”. La decisione, presa dalla Giunta su indicazione dell'assessore Tonina, ha quindi introdotto una deroga per queste tipologie di impianti, che restano esclusi dagli obblighi derivanti dal decreto ministeriale di riferimento (186/2017).

 

Entrando nello specifico, precisa la Provincia: “L'installazione delle stufe ad accumulo costruite sul posto, quali stufe ad olle, stufe storiche e stufe ad accumulo dimensionate, realizzate specificatamente per l'ambiente di installazione, poiché rappresentano pezzi unici è consentita soltanto dalla norma di progetto Uni En 15544 (che regola proprio le modalità per il dimensionamento di questo tipo di impianti ndr), da indicare nel relativo certificato di conformità ai sensi del Dm 37/2008”.

 

“Le stufe ad olle – dice Piazza Dante riportando le premesse che hanno spinto la Giunta a introdurre la deroga – caratterizzano da secoli l'architettura delle case trentine e, più in generale, di tutto l'arco alpino. Ogni prodotto è unico e gli artigiani che le costruiscono, nel tempo, hanno introdotto sempre maggiori innovazioni tecniche, ammodernando i sistemi di combustione e gestione del calore e mantenendo al contempo un elevato pregio estetico. Tutto ciò consente un aumento dell'efficienza ed una riduzione delle emissioni inquinanti – precisa la Provincia –. Tutte queste peculiarità rendono praticamente impossibile eseguire le prove di laboratorio, necessarie per ottenere la certificazione di prodotto prevista”.

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