Incendio sul Carso, 25 ettari divorati dalle fiamme. L'assessore: “Rogo sotto controllo, l'attenzione resta alta: non si esclude l'ipotesi di un innesco doloso"
Evitata l'evacuazione di oltre cento ospiti da una struttura di accoglienza sanitaria. Accertamenti in corso sull'origine del rogo: non si esclude l'ipotesi di un innesco doloso

TRIESTE. È domato l'ultimo grave incendio boschivo che ha bruciato oltre venti ettari nel Carso triestino, tra le località di Padriciano e Gropada, nel comune di Trieste, che aveva raggiunto l'acme nella giornata di domenica 2 agosto,
Nelle scorse ore il rogo ha minacciato anche la “Casa Livia Ieralla”, struttura dedicata all'accoglienza di persone fragili o non autonome, che ha rischiato l'evacuazione, fortunatamente scongiurata.
Nella mattina di oggi, 3 agosto, l'assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi si è recato sul posto e ha tracciato un bilancio delle operazioni rimarcando la gravità dell'evento, sul quale peraltro incombe l'ombra del dolo.
“Secondo i volontari della Protezione civile – ha dichiarato Riccardi -, ai quali rivolgo la mia gratitudine, dopo circa tre giorni le criticità maggiori sono superate. A Casa Ieralla le valutazioni sono state particolarmente complesse perché l'impatto nei confronti della struttura poteva comportare la necessità di un'evacuazione di oltre un centinaio di persone che fortunatamente non è avvenuta. Tuttavia il sito ha visto complessivamente venticinque ettari circa di incendio, quindi una proporzione elevata. Ora sarà opportuno lavorare per migliorare sempre di più le misure necessarie da opporre ad eventuali situazioni critiche future. Purtroppo prevediamo che il caldo intenso si manterrà anche nei prossimi giorni ma continueremo a monitorare il territorio”.
Uno degli aspetti più preoccupanti che hanno visto la formulazione di diverse ipotesi sull'innesco del grande incendio che ha imperversato alle porte di Trieste per tutto lo scorso fine settimana, riguarda inoltre quello del dolo, e di un sospetto piromane che possa aggirarsi per il Carso ad appiccare fuochi. Su questo fronte l'assessore, pur rimarcando le competenze in proposito degli organi inquirenti, ha tuttavia confermato la necessità di avviare degli accertamenti in tal senso, giudicando l'eventualità del dolo, se confermata, come un fatto estremamente grave per il quale auspicherebbe l'applicazione di sanzioni e misure proporzionate.
In ultima analisi Riccardi, interpellato da Il Dolomiti, ha offerto una riflessione di massima riguardo l'emergenza idrica che continua a manifestarsi diffusamente sul territorio regionale, e come questa finisca inevitabilmente con il ripercuotersi nelle operazioni d'emergenza legate allo spegnimento degli incendi, con particolare accezione alle zone rurali e montane, alcune delle quali si trovano ancora alle prese con dei roghi scoppiati nelle scorse ore.
“In questi giorni abbiamo impegnato, soltanto come Protezione civile, 150 persone negli ultimi due giorni – ha spiegato l'assessore -. Ai quali si è aggiunto il dispiegamento di elicotteri, compreso quello dell'esercito, quindi al momento confermiamo lo stato di emergenza che era stato emanato in precedenza e abbiamo dato ristoro ad certi luoghi più isolati come ad esempio alcune malghe in difficoltà con interventi mirati per garantire l'acqua, quindi la macchina sta operando efficientemente. L'obiettivo è quello di continuare a lavorare cercando di evitare sia di sottovalutare che di drammatizzare i fenomeni pur complessi che si stanno verificando”.














