Trento, “Mio figlio picchiato da una banda di ragazzini sotto lo sguardo indifferente dei passanti, nessuno ha fatto nulla”
Un giovane è stato aggredito e minacciato con una chiave inglese da un gruppo di coetanei finendo anche in ospedale, è successo nella zona della stazione a Trento. Lo sfogo della famiglia: “Nessuno ha fatto nulla nonostante fosse in evidente difficoltà, tutti si sono girati dall’altra parte”

TRENTO. I fatti risalgono allo scorso 17 febbraio quando, intorno alle 18 di pomeriggio, un giovane studente stava rientrando a casa dopo aver concluso le lezioni a scuola. “Mio figlio – racconta la madre del ragazzo 18enne – è stato avvicinato con un pretesto da una banda di coetanei di origine straniera mentre si trovava nei pressi della stazione dei treni di Trento”.
Stando a quanto riferito il gruppetto composto da 5 ragazzi ha avvicinato il 18enne chiedendo degli spiccioli per poi passare a richieste più pressanti, nel tentativo di farsi consegnare il portafoglio. Al diniego, dalle minacce si è passati alla violenza. “Mio figlio è stato colpito con calci e pugni e intimidito con una chiave inglese”.
Per liberarsi dagli aggressori il giovane si è diretto verso la stazione delle corriere incalzato dal gruppo di coetanei. “Nessuno ha fatto nulla – aggiunge il fratello del 18enne – nonostante fosse in evidente difficoltà, tutti si sono girati dall’altra parte ma a quell’ora ci sono molte persone in stazione che sarebbero potute intervenire”.
Solo una volta salito sull’autobus il giovane è riuscito a liberarsi dei suoi aggressori. Per paura di essere seguito però è sceso alcune fermate più avanti per poi farsi recuperare dalla madre. “Mio fratello per fortuna è forte ma è molto scosso dall’accaduto, ovviamente lì per lì abbiamo avvisato le forze dell’ordine ma quando sono passato in stazione non c’era nessuno”.
Nel frattempo il giovane aggredito è stato accompagnato in Pronto soccorso dove è rimasto fino a tarda sera uscendone con 5 giorni di prognosi per via dei calci e pugni ricevuti. Il giorno seguente la famiglia si è recata in Questura per denunciare l’accaduto: “Episodi simili non devono accadere, siamo stufi, soprattutto non capisco l’indifferenza della gente che ha preferito voltarsi dall’altra parte”, lo sfogo del fratello.













