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| 19 feb 2022 | 11:47

Trento, “Mio figlio picchiato da una banda di ragazzini sotto lo sguardo indifferente dei passanti, nessuno ha fatto nulla”

Un giovane è stato aggredito e minacciato con una chiave inglese da un gruppo di coetanei finendo anche in ospedale, è successo nella zona della stazione a Trento. Lo sfogo della famiglia: “Nessuno ha fatto nulla nonostante fosse in evidente difficoltà, tutti si sono girati dall’altra parte”

Trento, “Mio figlio picchiato da una banda di ragazzini sotto lo sguardo indifferente dei passanti, nessuno ha fatto nulla”
Foto d'archivio
di Redazione

TRENTO. I fatti risalgono allo scorso 17 febbraio quando, intorno alle 18 di pomeriggio, un giovane studente stava rientrando a casa dopo aver concluso le lezioni a scuola. “Mio figlio – racconta la madre del ragazzo 18enne – è stato avvicinato con un pretesto da una banda di coetanei di origine straniera mentre si trovava nei pressi della stazione dei treni di Trento”.

 

Stando a quanto riferito il gruppetto composto da 5 ragazzi ha avvicinato il 18enne chiedendo degli spiccioli per poi passare a richieste più pressanti, nel tentativo di farsi consegnare il portafoglio. Al diniego, dalle minacce si è passati alla violenza. “Mio figlio è stato colpito con calci e pugni e intimidito con una chiave inglese”.

 

Per liberarsi dagli aggressori il giovane si è diretto verso la stazione delle corriere incalzato dal gruppo di coetanei. “Nessuno ha fatto nulla – aggiunge il fratello del 18enne – nonostante fosse in evidente difficoltà, tutti si sono girati dall’altra parte ma a quell’ora ci sono molte persone in stazione che sarebbero potute intervenire”.

 

Solo una volta salito sull’autobus il giovane è riuscito a liberarsi dei suoi aggressori. Per paura di essere seguito però è sceso alcune fermate più avanti per poi farsi recuperare dalla madre. “Mio fratello per fortuna è forte ma è molto scosso dall’accaduto, ovviamente lì per lì abbiamo avvisato le forze dell’ordine ma quando sono passato in stazione non c’era nessuno”.

 

Nel frattempo il giovane aggredito è stato accompagnato in Pronto soccorso dove è rimasto fino a tarda sera uscendone con 5 giorni di prognosi per via dei calci e pugni ricevuti. Il giorno seguente la famiglia si è recata in Questura per denunciare l’accaduto: “Episodi simili non devono accadere, siamo stufi, soprattutto non capisco l’indifferenza della gente che ha preferito voltarsi dall’altra parte”, lo sfogo del fratello.

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