Un numero di telefono per adulti e genitori per aiutare i giovani e nuovi corsi d'italiano per stranieri: due iniziative presentate in Comune
Presentata a Trento la campagna (Com)prendimi, Maule: ''“La nostra volontà primaria è fare prevenzione. Intercettare i giovani prima che cadano''. Intanto sono stati potenziati i corsi di Rete italiano Trento anche per la forte richiesta arrivata con i profughi ucraini. Giulia Giovannini: ''Ci avevano promesso delle vere e proprie scuole di italiano, con docenti, ma quando siamo andati a chiedere a Ianeselli se avrebbe mantenuto quanto promesso ci è stato risposto che ciò non compete del Comune''

TRENTO. Due percorsi importanti, quelli presentati stamani a Palazzo Geremia durante una conferenza stampa del Comune. Un momento che ha visto raccontare da un lato la campagna (Com)prendimi, che risponde alle richieste di aiuto di genitori e adulti significativi che danno voce al disagio di alcuni giovani, e dall’altro i corsi di italiano per stranieri, organizzati dalla Rete italiano a Trento, da tempo proposti in città e recentemente incrementati in risposta all’aumento delle richieste dovuto all’avvento dei profughi ucraini in fuga dalla guerra.
In particolare, (Com)prendimi è una campagna figlia del progetto Stai sul pezzo, che partiva due anni fa e si concentrava nello specifico su problematiche legate al mondo delle dipendenze. Una rete di aiuto con un numero di telefono dedicato (340 3442400) che, se durante il Covid è stata inevitabilmente rallentata, oggi torna non soltanto sotto nuova nomea ma abbracciando inoltre molte più tematiche rispetto a quelle previste dal piano iniziale: non si parla ora soltanto di fumo, droghe e alcol ma anche di ludopatia, uso esagerato di social media e tecnologie, difficoltà di dialogo e ritiro sociale.
Difficoltà dei giovani, queste, che la pandemia in alcuni casi ha accentuato o aggravato, e che sono quindi divenute “di difficile gestione anche per gli adulti, che non sanno a chi rivolgersi”, spiega Chiara Maule, assessora con delega in materia di Politiche sociali, familiari e abitative. “La nostra volontà primaria è fare prevenzione – dichiara -. Intercettare i giovani prima che cadano. Il numero di telefono di (Com)prendimi permette di avere un punto di riferimento diretto, dove trovare qualcuno che risponde sempre e che filtra le richieste di aiuto”. Dall’altro lato della cornetta, infatti, vi sono gli operatori della Cooperativa Arianna, Davide, Silvia e Riccardo che instancabilmente si occupano di indirizzare e filtrare le domande in entrata.
A intervenire insieme all’assessora, anche Anna Franceschini, direttrice dell’Unità operativa dipendenze dell’Apss, che collabora attivamente al progetto: “Un ragazzo che si isola o che passa tutto il giorno davanti al computer sta dando segnali di qualcosa di più complesso, che necessita della chiave di lettura di un esperto (che grazie a (Com)prendimi potrà essere intercettato)”. Una campagna che ha visto intervenire anche tre studentesse dell’istituto Artigianelli di Trento, le quali attraverso il progetto Art-Impresa si sono occupate di dare volto al progetto e di creare la grafica di quei volantini (colorati di blu a rappresentare il bisogno d’aiuto e di giallo che è invece il colore della rinascita), che in giro per la città faranno sapere a chi la abita che un luogo d’ascolto, per chi ne avesse bisogno, c’è. “I ragazzi mostrano di aver bisogno d’aiuto, ma anche gli adulti devono fare la loro parte – sottolinea l’assessora –. Usate il telefono e fate sapere che questo numero esiste e è attivo”.
Altra iniziativa presentata in Comune oggi è legata alla guerra in Ucraina e all’esigenza non soltanto di accogliere chi dal conflitto continua a scappare ma anche di fornire strumenti a chi, arrivando in Italia, ha (inevitabilmente) bisogno d’imparare l’italiano. Se già da anni la Rete italiano a Trento, che raccoglie associazioni che si impegnano nel supporto dell’apprendimento dell’italiano, era attiva con differenti corsi di lingua per tutti gli stranieri (senza distinzioni di status o provenienza), ora, in seguito alle molte richieste intercettate grazie al Comune di Trento, ha deciso di impegnarsi per aumentare la propria offerta.
“La comunicazione è essenziale – commenta la referente dell’associazione Ama-Auto mutuo aiuto –. Io, pur padroneggiando un ampio lessico, spesso fatico a esprimere sensazioni, emozioni o disagio. Questo per far capire quanto difficile possa essere invece per chi, arrivato in Italia per necessità, la nostra lingua non la conosce affatto. È necessario dar loro la possibilità d’imparare una lingua che a loro serve per vivere. Come volontari, non siamo lì per loro ma con loro”. Un’offerta, questa, garantita da associazioni di volontari che per il momento non hanno ricevuto finanziamenti da parte delle istituzioni e che spesso infatti si autofinanziano o non posseggono gli spazi adatti per svolgere i corsi.
Una questione, sollevata in particolare da alcuni dei rappresentanti delle associazioni presenti alla conferenza stampa, tra cui Giulia Giovannini della scuola Liberalaparola del Centro sociale Bruno, che ha parlato delle promesse non mantenute di Ianeselli: “L’attività che facciamo noi come volontari non può sostituire un servizio che dovrebbe essere istituzionale. Ci avevano promesso delle vere e proprie scuole di italiano, con docenti, ma quando siamo andati a chiedere a Ianeselli se avrebbe mantenuto quanto promesso ci è stato risposto che ciò non compete del Comune. Altri Comuni in Italia, però, le scuole le hanno attivate, in modo serio e strutturato”.
Un’unione fra associazioni, la Rete italiano a Trento, che oltre a Liberalaparola Trento comprende anche l’Associazione Amici dei senza tetto di Trento odv, Atas onlus, Associazione Oratorio di sant’Antonio, Centro Astalli Trento onlus, Il gioco degli specchi aps, Penny Wirton Trento, Scuola di preparazione sociale sps, Volontari residenze Fersina e Brennero e l’Associazione Ama – Auto mutuo aiuto, che propongono corsi di italiano contando infatti unicamente sui propri volontari.
“La Fondazione Caritro sta mettendo a punto un bando – conclude l’assessora Chiara Maule in risposta alle esternazioni delle evidenti esigenze delle realtà del territorio – l’intenzione è quella un giorno di riuscire a finanziare tutte le associazioni che continuano a impegnarsi, proponendo corsi di italiano per gli stranieri”.












