Addio a Marco Giordani, il cordoglio della Federcoop: "Leale e sempre impegnato per la comunità. Aveva rilanciato Sait con intelligenza e preparazione''
Il cordoglio del presidente della Federcoop: "Leale e sempre impegnato per la comunità. Alla cooperazione Marco Giordani ha dato moltissimo, si ricorda la competenza e la fermezza con cui ha contribuito a rilanciare il Sait all’inizio degli anni Ottanta quando era fortemente in crisi"

TRENTO. "E' stato sempre un uomo delle istituzioni, a cui ha dedicato tutta la sua vita". Queste le parole di Roberto Simoni. Il presidente della Cooperazione trentina ricorda Marco Giordani, storico esponente della Democrazia Cristiana scomparso nelle scorse ore (Qui articolo). "Da sindaco, da esponente di primo piano del Consiglio provinciale, da cooperatore - sia come tecnico che come amministratore - ha sempre mostrato competenza, fermezza e grande coraggio nelle decisioni da prendere, al punto da sacrificare la popolarità pur di difendere e tutelare il bene di tutti".
Già sindaco di Nogaredo e di Villa Lagarina, Giordani si è spento a 81 anni. Un percorso politico lungo e importante quello di Marco Giordani. Consigliere provinciale nella X e XI legislatura, Giordani ha presieduto l'assemblea legislativa prima dal 1992 al 1993 (per la Democrazia Cristiana), poi - transitato nel Gruppo Misto al tramonto del suo partito di riferimento - ancora dal 1996 al 1998.
Non solo, Giordani ha legato il suo nome e il suo impegno in particolare al settore del consumo cooperativo. Due gli incarichi che, più di altri, hanno caratterizzato il suo cammino. Il primo di responsabile del settore Famiglie cooperative dell’allora Federazione dei consorzi cooperativi (oggi Federazione trentina della cooperazione).
Il secondo nella veste di presidente di Sait, il consorzio delle cooperative di consumo che ha guidato fino ai primi anni Novanta prima di essere eletto presidente del Consiglio provinciale di Trento succedendo alla guida dell’assemblea legislativa provinciale a Pierluigi Angeli (eletto, alla metà di giugno del 1992, per la prima volta presidente della Federazione).
"Sicuramente un grande personaggio che ha lasciato un segno importante in tutti gli incarichi di responsabilità e prestigio che ha ricoperto. Nel decennio 1982/92 Giordani, alla testa di Sait come presidente e direttore, ha rilanciato l’ente che in quel periodo era particolarmente in crisi. Era la persona giusta, intelligente e preparato, molto competente e capace di mediare mantenendo sempre la barra dritta. La Cooperazione gli è molto riconoscente", conclude Simoni.

















