Contenuto sponsorizzato
| 10 feb 2023 | 17:57

All'ospedale Santa Chiara entra in funzione 'Linac': ecco la nuova strumentazione all'avanguardia per le terapie antitumorali

Si tratta di un acceleratore lineare attraverso il quale è possibile monitorare in tempo reale la posizione del paziente  e una maggior velocità di esecuzione della singola seduta di radioterapia. Oltre a questo è possibile ridurre al minimo disagi e eseguire un numero maggiore di trattamenti

di Redazione

TRENTO. Un nuovo strumento all'avanguardia nelle terapie antitumorali. È pronto a entrare a regime il nuovo acceleratore lineare che è stato installato nell’Unità operativa di radioterapia oncologica dell’ospedale Santa Chiara di Trento.

 

L'utilizzo dell'apparecchiatura è previsto soprattutto per le pazienti affette da neoplasia mammaria, per trattamenti stereotassici e di radiochirurgia cerebrale. A livello economico ha comportato un investimento importante di circa 2 milioni e 250mila euro.

 

L’acquisizione del nuovo acceleratore lineare è stato un processo lungo e laborioso che, in pieno periodo pandemico, ha visto una stretta collaborazione tra le unità operative di radioterapia e di fisica sanitaria oltre al Servizio di ingegneria clinica e al Dipartimento infrastrutture. Ora, grazie al Pnrr e con il pieno supporto dell’Assessorato provinciale, Apss è già al lavoro per l’acquisto di un secondo acceleratore gemello, che diventerà operativo presumibilmente nei primi mesi dell’anno prossimo.


“Attualmente l’Unità operativa di radioterapia oncologica – ha evidenziato Valentina Vanoni direttrice dell’Unità operativa di radioterapia oncologica – è dotata di quattro acceleratori lineari ed esegue circa 1.250 trattamenti all’anno. Dall’inizio di ottobre con il nuovo acceleratore sono già stati eseguiti 60 trattamenti e, con l’entrata a pieno regime, si prevede che verrà utilizzato per circa 350 pazienti l’anno. Rispetto agli altri acceleratori in dotazione all’unità operativa, vi è una maggiore precisione nell’esecuzione della terapia – è possibile infatti monitorare in tempo reale la posizione del paziente – e una maggior velocità di esecuzione della singola seduta di radioterapia. Grazie al suo impiego è quindi possibile ridurre al minimo il disagio per i pazienti ed eseguire un numero maggiore di trattamenti”.

 

Il plauso del direttore generale Apss Antonio Ferro “Per l’essere riusciti nonostante le difficoltà ad acquisire e attivare questa attrezzatura che, oltre a fornire una terapia di precisione, porta benefici anche ai pazienti riducendo i tempi di esecuzione e il disagio nell’effettuazione della procedura. Servizi come la radioterapia oncologica devono necessariamente essere concentrati in un unico luogo e servire l’intero bacino di utenza trentino perché se è vero che ci sono prestazioni che è giusto siano di prossimità è altrettanto vero che alcune devono restare concentrate per permettere, oltre all’efficentamento delle risorse, una maggiore casistica per rispondere al meglio ai bisogni dei nostri pazienti”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 30 aprile | 16:32
In vista del weekend del Primo Maggio arriva l'invito alla prudenza del Dipartimento protezione civile, foreste e fauna: "Adottare sempre [...]
Economia
| 30 aprile | 15:02
Chiusura del Brennero il 30 maggio, il grido d’allarme dell’autotrasporto. Andrea Pellegrini (Fai Conftrasporto del Trentino): "Imprese e [...]
Cronaca
| 30 aprile | 15:27
A lanciare l'allarme alcuni passanti, tempestivo l'intervento dei vigili del fuoco giunti sul posto con più mezzi
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato