Avanguardia dell'alpinismo, l'addio a Graziella Cesarin. Da Barbier a Messner, "Lella" aveva arrampicato con i migliori
A Pergine Valsugana l'addio a Graziella "Lella" Cesarin, figura legata all'alpinismo italiano, esponente d'avanguardia fino alla metà degli anni '70

PERGINE VALSUGANA. Avanguardia dell'alpinismo, un commovente addio a Graziella "Lella" Cesarin, scomparsa negli scorsi giorni a 86 anni.
Sposata con Gianni Mazzenga, suo compagno di cordata, con cui si trasferì a Pergine Valsugana. Nel centro valsuganotto si sono tenuti i funerali oggi, sabato 2 settembre.
Il nome di “Lella” Cesarin è legato all’alpinismo italiano, della quale è stata esponente d’avanguardia sino alla metà degli anni 70’. Veneta di nascita, ma ormai trentina d’adozione, nel corso della sua lunga carriera ha arrampicato con professionisti del calibro di Claudio Barbier, Marino Stenico, Toni Gianese, Alessandro Gogna, Reinhold Messner, Heinz Steinkoetter e Mario Bisaccia, con quest’ultimo che era anche il suo migliore amico, scomparso nel 1975 in Caucaso nel corso di una esercitazione Uiaa.
Le prime salite femminili di Lella Cesarin sono la Cima d’Ambièz (parete e diedro E, via Concordia), la Brenta Alta (Gran Diedro NE, via Oggioni - Aiazzi), la Brenta Alta (parete NE, via Detassis), la Cima Piccolissima di Lavaredo (parete E, via Morandi - Jovane), la Cima Ovest di Lavaredo (parete N, via Cassin - Ratti) e il Piz Ciavazes, nel gruppo del Sella (parete S, via Micheluzzi).
L'alpinista Cesarin e il marito smisero d’arrampicare quasi simultaneamente all’inizio degli anni ’70 dopo la nascita dei due figli e, in un’intervista rilasciata 10 anni fa a “Le Alpi Venete”, Mazzenga rimarcava come “a Lella non siano stati riconosciuti i giusti meriti dall’ambiente alpinistico italiano. Di lei, delle sue grande vie si sa di più all’estero, specialmente in Germania e Austria. Nel libro 'Drei Zinnen' di Dumler, oltre ad essere citata in compagnia di alpiniste come Mary Varale o Yvette Vaucher, è considerata come una delle migliori rocciatrici italiane. Silvia Metzelin ha scritto che Lella usciva da una via di VI (grado, ndr) con ancora la piega dei pantaloni per come arrampicava di stile, leggerissima”.


















