Alpinismo in lutto per la scomparsa di Alessandro Masucci, Padrin: "Oggi tutto il mondo della montagna è più solo"
Masucci ha aperto ben 140 nuove linee di salita su Pelmo, Pelmetto, Civetta, Bosconero, San Sebastiano, Croda da Lago, e altri gruppi dolomitici, la sua scomparsa ha lasciato nella comunità Bellunese un grande vuoto

BELLUNO. “La montagna bellunese e il mondo dell’alpinismo da oggi sono un po’ più soli. E in cordata perdere un valido alpinista significa dover ricalibrare le forze, oltre che piangere la scomparsa di un compagno di avventura”.
Sono queste le parole che arrivano dal presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, per la scomparsa di Alessandro Masucci.
Veterinario dirigente dell’Ulss, componente del Club Alpino Accademico Italiano, del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna, e alpinista che ha aperto ben 140 nuove linee di salita su Pelmo, Pelmetto, Civetta, Bosconero, San Sebastiano, Croda da Lago, e altri gruppi dolomitici, la scomparsa di Masucci ha lasciato nella comunità Bellunese un grande vuoto
“Masucci – ha spiegato Padrini - proprio per questa sua attività alpinistica, ha ricevuto il Pelmo d’Oro quest’anno. Ha voluto partecipare alla cerimonia di consegna, a San Tomaso Agordino, nonostante fosse già provato dalla malattia. Ricordo ancora la commozione con cui ha ritirato il premio, mista a una umiltà che solo i grandi personaggi hanno. Nella cerimonia ho avuto modo di definire gli alpinisti come eroi silenziosi della montagna: Alessandro Masucci era proprio questo. Ai suoi familiari, ai tanti amici e compagni di scalate, un abbraccio sincero” ha concluso il presidente della Provincia di Belluno.














