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Belluno
17 settembre | 20:01

La morte di Franco Gaspari: "Surreale ascoltare oggi un suo vocale e pensare non ci sia più. Aveva una cultura smisurata e un cuore grande. Ci mancherà tantissimo"

Il presidente del Soccorso Alpino e Speleologico del Veneto Giuseppe Zandegiacomo "Sampogna" è affranto e ancora incredulo dopo la morte di Franco Gaspari, caduto sulle Tre Cime di Lavaredo: era entrato nella grande famiglia del Soccorso nel 1985. "Tutte le persone che se ne vanno, ci mancano. Lui ci mancherà tantissimo"

CORTINA D'AMPEZZO. "Non abbiamo ancora metabolizzato il fatto che Franco non ci sia più. E' difficile parlare al passato di lui. Lo scorso inverno gli ho inviato un messaggio whatsapp per chiedergli informazioni su un percorso che lui aveva già affrontato con gli sci e che volevo fare anche 'io. Mi ha risposto con un vocale: oggi ascoltare quel messaggio, pensando che lui non sia più qui con noi, è surreale".

 

Per il Soccorso Alpino e Speleologico del Veneto è una giornata di lutto. Una giornata di quelle che vorresti cancellare dal calendario. Franco Gaspari ha perso la vita mentre, assieme a due amici, stava scalando la Cima Grande di Lavaredo: era quasi arrivato in vetta quando, forse a causa di un malore, è precipitato, morendo sul colpo.

 

Il presidente Giuseppe Zandegiacomo "Sampogna" è affranto e ancora incredulo: oggi non ha perso solamente un grande collaboratore, ma anche un amico.

 

"Era una bella persona - commenta il numero uno del Cnsas Veneto - e questo credo dica tutto. Con lui si stava sempre bene: abbiamo fatto tante uscite assieme ed era un piacere stare assieme. Di una simpatia incredibile, Franco possedeva una cultura smisurata: sapeva tutto, ma proprio tutto, delle montagne di casa sua, conosceva la storia di ogni singola via, di ogni cima e sapeva dirti chi era stato il primo a salirla. E non solo, perché era anche uno studioso della storia bellica delle nostre zone: ti raccontava di prime linee, avvenimenti e aneddoti con una precisione e una competenza uniche".

 

Sessantaquattro anni, Gaspari era entrato nel Soccorso Alpino nel 1985 ed era stato uno dei primi tecnici di elisoccorso del Suem, lavorando a bordo di "Falco" e "Leone" e mettendo a disposizione tutta la sua preparazione e competenza in centinaia d'interventi.

 

"Ha avuto ruoli importanti all'interno della nostra grande famiglia - conclude Zandegiacomo "Sampogna" - ed era certamente un punto di riferimento, non solamente per la sua stazione, quella di Cortina d'Ampello e per la II Delegazione Dolomiti Bellunesi. Era sempre disponibile, sempre presente alle iniziative, alle attività e anche nella formazione dei giovani soccorritori, grazie al suo carattere e alla sua esperienza pluridecennale. Quando è arrivata la notizia sono rimasto di stucco: è una grossa perdita per tutti noi. Tutte le persone che se ne vanno, ci mancano. Lui ci mancherà tantissimo".

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