Bypass a Rovereto: l'ipotesi di una galleria al di sotto dell'area urbana sul tavolo di Comune e Provincia. Valduga: “Ridurre al minimo l'impatto dell'opera”
Negli scorsi giorni il confronto tra Provincia, Comune ed il Commissario straordinario Paola Firmi per l'analisi di pre-fattibilità del progetto: ecco i dettagli

ROVERETO. Non solo Trento: anche Rovereto sarà giocoforza al centro della progettualità complessiva che riguarda il potenzialmento e l'ammodernamento della linea ferroviaria che attraversa l'asse del Brennero. Dopo l'approvazione del progetto nel capoluogo, negli ultimi mesi si era discusso nella Città della quercia delle ipotesi di bypass ferroviario possibili (con una prima bocciatura del tracciato proposto al di sotto del monte Zugna, per il rischio d'interferire con le fondamentali sorgenti dell'area) e ora, dice Piazza Dante in una nota ufficiale, sul tavolo di Provincia e Comune ci sarebbe un'idea di tracciato che passi al di sotto dell'area urbana di Rovereto, tornando poi in superficie dopo Besenello, nella zona di Acquaviva.
Il tema è stato infatti al centro nei giorni scorsi di un confronto tra il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, il vicepresidente Mario Tonina ed il sindaco Francesco Valduga. Presenti in video-collegamento anche il Commissario straordinario Paola Firmi, l'ingegner Damiano Beschin per Rfi e, per Italferr, l'ingegner Paola di Gennaro. “Con il Comune di Rovereto – le parole di Fugatti – e con Rfi è in corso una fase di confronto che ci porterà ad individuare la soluzione più idonea”. Da parte sua invece Valduga ha ringraziato dell'incontro che permette, ha detto: “Al Comune di continuare a svolgere il proprio ruolo affinché l'opera, che è chiaramente di valenza e regia nazionale e sovranazionale, sia però la meno impattante possibile sul nostro territorio”.
Sul tavolo sono quindi finite le ipotesi progettuali prospettate dai tecnici, tra le quali come detto la previsione di una partenza del percorso dalla zona di Acquaviva e arrivo a sud dell'abitato di Marco di Rovereto. Come sottolinea la Pat, valutando i temi dell'impatto sul territorio e dei costi, Di Gennaro ha evidenziato come “dall'analisi elaborata risulterebbe più competitiva proprio la soluzione che prevede, partendo da sud, lo stacco dalla linea storica prima dell'abitato di Marco, per entrare poco più a nord in galleria scendendo progressivamente fino ad una profondità di circa 70 metri nel sottosuolo in corrispondenza, per il tratto di attraversamento dell'area urbana di Rovereto, del sedime della linea storica attuale, evitando così di interferire con le sorgenti e preservando il territorio”.
Infine, si tornerebbe come anticipato in superficie a nord di Besenello, nella zona Acquaviva, per ricongiungersi col tracciato esistente. Nel corso dell'incontro si è però parlato anche del tema dell'interramento della linea storica e della stazione, interventi che Provincia e Comune caldeggiano e per i quali Fugatti, Tonina e Valduga hanno chiesto di avviare il confronto puntuale su progetti di massima che Rfi ha elaborato e presentato. “In questo primo incontro – ha specificato Valduga – ci siamo concentrati sulla linea destinata alle merci poiché quella passeggeri è ancora in fase di studio di pre-fattibilità. Ho chiesto comunque alcuni primi chiarimenti riguardo alla profondità di passaggio sotto la città e in particolare le alternative per evitare l'impatto sull'abitato di Marco. Procederemo con ulteriori approfondimenti al riguardo”.
All'attenzione dei progettisti, ha precisato Fugatti: “C'è infatti la possibilità di valutare soluzioni alternative per l'ambito Sud per minimizzare le potenziali interferenze con l'abitato di Marco oltre che puntuali esigenze espresse dalle amministrazioni trentine, in primis il raccordo ottimale con l'intervento al sottopasso pedonale che da piazzale Orsi porta alla stazione, tema che verrà affrontato in fase attuativa”.


















