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| 06 nov 2023 | 11:54

Caccia, un podista sfiorato dai pallini e una bimba ha trovato dei resti di munizioni nel cortile di casa. Polemiche sulla caccia nel veronese per gli spari vicino alle abitazioni

Polemiche e preoccupazioni per le battute di caccia nel veronese dopo le segnalazioni di spari vicini alle abitazioni. La sindaca di Zimella nel veronese ha pubblicato un'ordinanza per estendere la distanza

di Redazione

ZIMELLA. Spari vicino alle case, una bambina che ha trovato alcune munizioni nel cortile e un podista sfiorato dai pallini. La stagione venatoria è stata aperta la settimana scorsa e sono arrivate diverse segnalazioni sui social e all'amministrazione comunale di Zimella nel veronese di persone preoccupate per le battute di caccia troppo vicine alle abitazioni. Una preoccupazione che sembra riguardare anche nella zona di Albaredo Settimo di Pescantina.

 

A fronte di una crescente preoccupazione la sindaca di Zimella, Sonia Biasin, ha spiegato di voler emettere un'ordinanza e di estendere la distanza minima a 300 metri per cause di ordine pubblico. Oggi la legge prevede che non si può cacciare a una distanza inferiore di 100 metri da case, fabbriche e aziende mentre è vietato sparare in direzione degli edifici a distanze inferiori ai 150 metri.

 

«Basta puntare il dito contro i cacciatori per qualsiasi cosa succeda: per qualche fatto isolato non si può colpire un'intera categoria». Dopo le segnalazioni di spari vicino alle abitazioni di Zimella, e il conseguente intervento della sindaca Sonia Biasin che ha emesso un'ordinanza restrittiva, e la testimonianza della fucilata che ha sfiorato un podista sull'argine di Albaredo, il presidente provinciale dell'Associazione cacciatori veneti (Acv) Massimo Moranduzzo interviene per chiedere maggiore rispetto.

 

Da qui si è innescata una polemica con l'associazione cacciatori del veronese con il presidente che ha chiesto maggiore rispetto nei confronti della categoria e che l'ordinanza della sindaca non avrebbe alcun valore perché un Comune non può intervenire in materia di caccia perché ci sono le normative nazionali e regionali alle quali si attengono per svolgere l'attività venatoria.

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