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| 28 mar 2023 | 13:37

'Carne sintetica', Coldiretti: ''In regione oltre 7 mila firme raccolte contro il cibo in provetta'' che il Trentino cerca di creare (con l'ok della Giunta Fugatti)

Le firme riguardano la petizione lanciata a livello nazionale da Coldiretti contro la "carne sintetica". L'adesione era arrivata negli scorsi mesi anche dal presidente Fugatti e dall'assessora Zanotelli  rinnegando il supporto alla ricerca su questo fronte dato in passato 

Foto archivio
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di Redazione

TRENTO. "In Trentino Alto Adige oltre 7000 firme per dire no al cibo in provetta". C'è soddisfazione da parte del presidente della Coldiretti, Gianluca Barbacovi, sulle firme raccolte  contro il cibo sintetico e per l'attenzione data dal Consiglio dei Ministri che ha posto all'ordine del giorno il Disegno di legge “Disposizioni in materia di divieto di produzione e di immissione sul mercato di alimenti e mangimi sintetici”.

 

Le firme a supporto della nuova normativa sono state raccolte lungo tutto il Paese da Coldiretti insieme a Campagna Amica, World Farmers Markets Coalition, World Farmers Organization, Farm Europe e Filiera Italia. La petizione ha ricevuto l’adesione anche di altri ministri e sottosegretari, parlamentari nazionali ed europei, governatori, Sindaci, personalità della cultura dello sport e dello spettacolo, rappresentanti istituzionali di Regioni e Province, imprenditori e numerosi vescovi.

 

L'adesione alla petizione era arrivata negli scorsi mesi anche dal presidente Fugatti e dall'assessora Zanotelli  che sono sembrati voler rinnegare il supporto alla ricerca su questo fronte dato in passato.  

 

"In Trentino Alto Adige – ha spiegato il presidente regionale della Coldiretti Gianluca Barbacovi- la campagna ha superato le 7000 firme, e l'adesione delle istituzioni locali, tra cui oltre 50 amministrazioni comunali. Un segnale chiaro che cittadini e istituzioni vogliono dire no all'avanzare del cibo sintetico”.

 

Dopo l’autorizzazione per il consumo umano concessa dall’autorità alimentare americana Fda ai filetti di “pollo” creati in laboratorio dalla Upside Foods e a quelli della Good Meat, per la Coldiretti il rischio è una diffusione anche nell’Unione Europea dove già quest’anno, denuncia sempre la stessa Coldiretti - potrebbero essere introdotte le prime richieste di autorizzazione all’immissione in commercio che coinvolgono Efsa e Commissione Ue

 

“Le bugie sul cibo in provetta – ha concluso Barbacovi- confermano che c’è una precisa strategia delle multinazionali che con abili operazioni di marketing puntano a modificare stili alimentari naturali fondati sulla qualità e la tradizione”.

 

Per Barbacovi non si tratta di carne ma di “un prodotto sintetico e ingegnerizzato, che non salva l’ambiente perché consuma più acqua ed energia di molti allevamenti tradizionali, non aiuta la salute perché non c’è garanzia che i prodotti chimici usati siano sicuri per il consumo alimentare e, inoltre, non è accessibile a tutti poiché è nelle mani di grandi multinazionali”.

 

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