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Sondrio
29 aprile | 10:34

Donna sbranata dai cani in montagna, arriva la conferma dell'autopsia: nessun malore, è morta a causa dei morsi

L'esame ha escluso patologie pregresse, la morte è riconducibile ai numerosi morsi: indagato il proprietario dei 5 dogo argentini sequestrati, era stato lui a lanciare l'allarme

Foto riquadro di Photos Anp
Foto riquadro di Photos Anp

SONDRIO. Lucia Tognela, la donna rinvenuta senza vita a Trivigno di Tirano con gravi lesioni causate da morsi di cane, è morta a causa dell'aggressione animale: è quanto emerge dall'autopsia eseguita nella giornata di martedì 28 aprile.

 

L'esame è stato eseguito dal medico legale Luca Tajana dell'università di Pavia e i primi esiti ha escluso patologie pregresse in grado di causare il decesso della sessantenne, con la morte che sarebbe riconducibile alle gravi lesioni provocate dai numerosi morsi e ad un conseguente shock emorragico.

 

Ripercorrendo la vicenda (QUI ARTICOLO), avvenuta lo scorso 23 aprile, Lucia Tognela è stata trovata senza vita nella zona di Trivigno a 1.800 metri, nel territorio di Tirano: la tragedia è avvenuta in una zona isolata, difficile da raggiungere, dove la donna - sposata e madre di due figli - si era recata per un'escursione.

 

Sul posto sono intervenuti prontamente i soccorsi e il personale medico che non ha potuto far altro che constatare il decesso: sul luogo del ritrovamento si sono portati anche carabinieri di Tirano e il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Bormio che, assieme agli inquirenti, hanno iniziato a ricostruire quanto successo.

 

Per quanto riguarda le indagini sull'accaduto, nelle scorse ore Valerio Cecconi, il proprietario dei 5 dogo argentini che aveva lanciato l'allarme, è stato iscritto come atto dovuto nel registro degli indagati dalla Procura di Sondrio (QUI ARTICOLO).

 

L'esito dell'autopsia - che verrà depositato entro 60 giorni - per ora non indica la responsabilità dei 5 cani posti sotto sequestro, dal momento che per ulteriori dettagli saranno decisivi gli esiti degli accertamenti genetici che metteranno a confronto il dna degli animali con le tracce rinvenute sul corpo della donna.

 

La posizione del 46enne - che vive a Trivigno da qualche anno e che possiede alcuni cavalli e i cinque dogo argentini – è vagliata anche per quanto riguarda eventuali negligenze nella custodia degli animali.

 

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